Gioie del mais, elote, esquites, pozole

Oggi vi voglio parlare di alcuni dei derivati più speciali del mais, elotes, esquites e pozole!

Come ho già scritto tempo fa, tutti sappiamo dell’importanza centrale del mais nella dieta messicana e di America Latina più in generale. Ho anche dedicato un articolo intero all’utilizzo delle tortillas e dei loro fantastici e deliziosi derivati (qui:https://messicando.wordpress.com/2015/03/20/nada-mas-tengo-tortillas-ho-solo-tortillas/). Ora andiamo a vedere come viene usato il mais quando non è macinato!

Cominciamo con il basico, elotes e esquites. In certe stagioni dell’anno, vi è una sovrapproduzione di mais, e questi “eccessi” portano all’apparizione di una magica creatura, portatrice di gioia, amore e maionese, il venditore di elotes. Con la parola elote si intende normalmente la singola pannocchia, chiamata anche mazorca. Questi santi venditori, lessano o arrostiscono le pannocchie, poi infilano un bastoncino di legno su per il c…lo della pannocchia, trasformandola in un ottimo oggetto da passeggio, alternativo al cane. Il venditore di elotes, però, non vende semplici pannocchie lesse, ma alcune preparazioni decisamente più buone. Una delle più classiche e semplici sono le pannocchie abbrustolite, con un sapore leggermente affumicato.

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Una leggera variazione sono le pannocchie enchiladas. Io ne ho mangiata una a Irapuato, la città delle fragole, e sinceramente sono un po’ “difficili” da mangiare, perché l’aggiunta di chile e limone (combinazione sacra per tutti i messicani) rendono il gusto estremamente acido.

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Ma veniamo al dunque. Il prodotto più fantastico che potrete comprare da un venditore di elotes, è questo.

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Si fa cospargendo una pannocchia lessa di maionese, aggiungendo poi delle generose cucchiaiate di formaggio fresco grattuggiato e terminando con il chile in polvere.  Oltre ad essere un buonissimo alimento, magari poco salutare, vi fornirà una splendida foto profilo di Facebook. Infatti, ogni immigrato italiano in Messico avrà almeno una o due foto con l’elote in un bastone, quasi oggetto fallico di religiosa adorazione, sorridendo alla macchina fotografica. Ora, c’è una prova pratica con cui possiamo dividere facilmente chi l’ha già provato e chi no. Se ne hai già mangiato, ora stai sbavando. Altrimenti, la tua faccia sarà così:

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Ma ti giuro, l’elote con maionese formaggio e chile è una delle cose più buone che si possano incontrare nelle strade del Messico e nelle sagre di paese. Esiste anche una versione più elegante, che si fa sgranando la pannocchia in un bicchierino di plastica e aggiungendo i fondamentali maionese formaggio e chile, e si chiama esquites. Si possono magiare con un cucchiaino ma ti tolgono il piacere fisico di smerdarti la faccia con maionese.

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Passiamo ora ad un altro piatto sacro  della tradizione messicana, il pozole, il cui nome significa “spumoso”. Quasi tutti i messicani (ad eccezione del mio amico Isaac) provano un’adorazione profonda per questo cibo, tipico di feste patrie come il 15 settembre. Cos’è? È una…zuppa. Lo so che i messicani che mi stanno leggendo mi staranno maledicendo per 5 generazioni, ma fondamentalmente è questo: un brodo in cui si aggiungono altre cose. Sono, infatti, gli ingredienti che vengono aggiunti al brodo a renderlo “speciale”.

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Prima di tutto, la ragione per cui sto scrivendo questo articolo: il mais. Il granoturco che si usa per il pozole, è di un tipo particolare, chiamato cacahuazintle. Come riconoscerlo? A parte per il gusto, i suoi grani sono enormi, ti fanno pensare a dei molari di un gigante. A questo, si aggiunge carne, normalmente di porco, cipolla, ravanelli affettati, lattuga, chile intero o in polvere, origano, e altri ingredienti accettati come l’aguacate o la zampa di porco. Si mangia il pozole insieme a una tostada, cioè una tortilla tostata ricoperta di crema e formaggio grattuggiato. Già la zuppa è diventata appetibile, eh??

Chiudo con una nota macabra. Le prime versioni di pozole, preispanico, prevedevano carne…umana. Avevo letto qualcosa del genere in una rivista gratuita, di quelle che ti regalano al semaforo. Non contento o un po’ scettico, ho chiesto il parere alla mia amica Elena, Ricercatrice specializzata in cultura azteca, attualmente lavora all’Unam, e nel tempo libero è una MANIACA del Messico, passione sbocciata già quando era bambina, persa nelle brumose terre piane della bassa padovana. Elena mi ha confermato questo dato. Non solo, ma mi ha anche gentilmente inviato un documento tradotto nal nahuatl in cui si può leggere questo dettaglio raccapricciante.

Festa di Tlacaxipehualiztli, “Lo scorticamento degli uomini”. I prigionieri di guerra erano sacrificati a Huitzilopochtli, poi i corpi erano riportati nella casa di colui che aveva catturato il prigioniero, per essere cucinato. Il proprietario del prigioniero defunto non condivideva il pasto poiché sarebbe stato come mangiare se stesso, la sua stessa carne.

“Ompa quintotonaltiâ cecen molcaxitl in tlaolpahuaxtli, quinmamaniliayâ, ítoca tlacatlaolli, ipan ieietiuh cecen tlatectli in inacayo malli”

 “In quel luogo (la casa del tlamani, colui che aveva fatto il prigioniero) ciascuno scaldava un recipiente (molcajete) di chicchi di mais cotto, ciascuno se lo offriva, era chiamato “mais sgranato di uomo”. Sopra ciascuno (c’era un pezzo) tagliato della carne del prigioniero”. Sahagún, Bernardino (de) Florentine Codex, Libro 2, cap. 21, p. 48.

 

…che dire. Spero di aver passato un’informazione nuova anche ai messicani! A me ha sopreso e affascinato moltissimo!

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10 risposte a Gioie del mais, elote, esquites, pozole

  1. claintheclouds ha detto:

    Come distruggersi il momento della merenda 😛

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  2. Ruben M. ha detto:

    In questo articolo ho trovato un paio di parole che faranno ridere molti messicani, sopratutto uomini.

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  3. martibens ha detto:

    dalla regia mi segnalano il CHILEATOLE, che si mangia soprattutto in Veracruz, Tlaxcala, Puebla. http://es.wikipedia.org/wiki/Chileatole (mi sa che le foto puoi aggiungerle solo tu!)

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  4. Jacopo Tonet ha detto:

    in ambito bibite ci sono almeno almeno due nomi fondamentali: Pinole (per l’inverno) e Tejate (per l’estate, che fa pure rima), se non li conosci fai una ricerca 😉

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  5. Elena ha detto:

    Per gli interessati sono in possesso di altri gustosi dettagli! 😀
    Grazie per la citazione, Den. Anche a me il pozole non fa impazzire…forse nella mia testa non riesco a dissociarlo da quello che so…D:

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  6. Pingback: La dentista bruja (stregona)  | Estoy Messicando!

  7. giuliacalli ha detto:

    Io ADORO il pozole. Ora che lo associo alla storia degli umani ci dovrò pensare su, ma dai…quei pop corn giganti immersi nella zuppetta piccante con l’insalatina e i ravanelli…sbav!!

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