Il microbus X-files. La verità è là fuori…del pesero.

Salgo le scale del metro e zaffate di orina, cloro e carnitas mi assalgono, in sequenza per fortuna, non un attacco congiunto. Corro verso la zona dove devo prendere il bus, è già lì! Faccio slalom fra i venditori di nieve e gente a petto nudo che probabilmente aspetta il turno per partire col bus, e riesco a prenderlo. Do i soldi rapidamente, mi siedo e guardo davanti a me.  
Ay caray. Mi rendo conto solo in quel momento che invece del classico Cristo dimensioni 1:1 sono capitato in bus guidato da un fedele della Santa Muerte. A parte la Muerte rossa, anche quella cosa nera che vedete più in alto è una santa Muerte che svolazzava mentre l’autobus cominciava la sua ruta. Non ho avuto il coraggio di chiedere all’autista di poter fare una foto al suo “altare” perciò accontentatevi! Comincio a leggere e ogni tanto butto distrattamente butto l’occhio fuori dal finestrino. Comincio a vedere gente che indica verso l’alto, e una ragazza comincia a fare foto all’insù. Controllo, e vedo che nella parte alta del palazzo ci sono i soliti cartelloni con facce di…bronzo, dato che si approssimano le elezioni perciò i candidati hanno pensato bene di massacrare la città con i loro zigomi e le loro espressioni che cercano di infondere forza, fiducia e affidabilità ma che a me sembrano solo meschine e false. Penso che magari la ragazza vuole denunciare il fatto che il cartellone gli ha tappato una finestra di casa.

Altri cinque minuti, e un’altra volta vedo gente che fotografa il cielo. Allora mi sporgo. E vedo questo.

   
 Hijole. Che diavolo è? Un arcobaleno rotondo? Un varco dimensionale da cui scenderà una pioggia di alieni? L’ennesima conseguenza dell’inquinamento? Comincio a sovreccitarmi come il mio cane quando vede che prendo il guinzaglio. Ma non ho nessuno con cui condividere la mia scoperta, che certamente SOLO IO, in una ventina di milioni di persone, ha fatto. Mi giro e vedo un godinez (un impiegato in giacca e cravatta, schiavo del terziario come me), e cerco di parlargli. “Viste el arco iris?” Hai visto l’arcobaleno? Lui gira un occhio verso di me poi finge di non averlo fatto. Insisto. Punto il dito verso l’alto, come un ebete che vuole annunciare un’opinione divina: “En el cielo! Viste esa cosa??”. Finalmente gira la testa verso di me, accettando la mia umile esistenza nel suo stesso piano spazio-temporale: “Es la aurora boreal”. E si rigira. Ay caray. Io, tonto, che l’aurora boreale credevo si potesse vedere solo nell’estremo nord. Per fortuna che nel microbus si impara sempre qualcosa. Mi calmo un po’, e ricomincio a leggere. In quel momento salgono due venditori sul bus, che si presentano come Re Magi portatori di una grandissima offerta, la vendita degli amuleti di San Benito. Cominciano a distribuire le medagliette, ma io sto usando il Kindle con le due mani, una scusa per non accettare la medaglia che il venditore sta cercando di mettermi in mano. 

“In questa occasione vi portiamo alla vendita l’amuleto del santo eccelso, San Benito. In una faccia potete vedere il Padre nostro in ebraico…”

Hanno già la mia attenzione. Alla magistrale avevo imparato un po’ di ebraico, quindi ora sono curioso di vederla. Perché caspita non ho accettato la medaglia? Ah!

“…e dall’altra parte il Padre nostro in latino, poi la chiave simbolo di trasformazione, la croce simbolo di protezione. Vi proteggerà da tutti i mali e maledizioni, dal malocchio e da tante malattie. Normalmente si trova a 25 pesos, ma solo per oggi, unicamente a 10 pesos.”

Cacca, mi hanno convinto. Chiedo una medaglietta, do il mio obolo. Cocente delusione, di ebraico non ha proprio nulla. Ma vedo il lato positivo: con tutti i segnali strani visti in questo bus, dovevo cercare di toccare il soprannaturale, e ora sono protetto da maledizioni, fatture, malocchio, sfighe varie e eventuali, mal di testa, gotta, pellicine delle dita e forfora. 

Tutto per soli 10 pesos.

  

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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2 risposte a Il microbus X-files. La verità è là fuori…del pesero.

  1. consuelomurgia ha detto:

    Ho scritto “arcoiris circular alrededor del sol significado” su Google e ho trovato questo: http://es.wikipedia.org/wiki/Halo_%28fen%C3%B3meno_meteorol%C3%B3gico%29. È un fenomeno meteorologico chiamato “halo” in spagnolo e “alone” in italiano http://it.wikipedia.org/wiki/Alone_%28fenomeno_ottico%29 causato da particelle di ghiaccio nell’atmosfera che vengono riflesse dal sole. Bello! Non ne avevo mai visto uno! Mistero risolto! 😉

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