Follie di traduzione, i “falsi amici” fra italiano e spagnolo

AGGIORNATO IL 3 DICEMBRE

Questo articolo mi è stato ispirato da uno studente (Grazie Yadir!) e parlerà di tutti i FALSI punti in comune fra italiano e spagnolo. Questi sono fonti di equivoci, o più che altro di risate. Ah, ho scelto di mettere quasi tutti i termini in spagnolo, quindi poi troverete la spiegazione nel corrispondente italiano. Anche questo articolo sarà in continua costruzione, a mano a mano che trovo o ricordo altri problemi.

Guardar: In spagnolo significa “mettere via” o conservare. Già capite quanto è differente. All’inizio alcuni alunni non capiscono perché uno dovrebbe nel tempo libero “guardar la televisione”. Infatti pensano: ma porca troia, devo metterla continuamente dentro e fuori da una scatola? Questo verbo dà problemi anche a me, più di una volta mia moglie mi dava ordini tipo “Guarda il mio portafoglio” usando una frase ibrida, e io dopo averlo osservato intensamente per qualche secondo, non vedevo nulla di strano.

Salir: Il verbo più difficile, in spagnolo significa uscire. Peggiora il fatto che si coniuga quasi uguale, dicendo Yo salgo, come io salgo. Questa confusione mi ha contagiato, e mi capita di dire “Saliamo dalla classe”. Dove? Sul soffitto?

Scendere (it): Ai messicani sembra il verbo ascender, cioè…salire, andare su. L’esatto contrario! Se poi vogliono dirlo al passato, dicono Sono scenduto o sono scelto. Questo verbo è un campo minato

Ascendere: i miei studenti, quando non ricordano il verbo salire, dicono ascendere, con frasi come “Ascendo in ufficio”. Mi fa da ridere perché nessuno è così Santo da potersi permettere un ascensione teologica con tanto di cori angelici.

Disfrutar: sarebbe un godersela, o divertirsi, ma lo traducono con il verbo italiano sfruttare. Creando scenari inquietanti. Una studentessa di livello avanzato, bravissima, è pure lei caduta in errore. Tornando da una vacanza in alcune isole caraibiche, ha candidamente dichiarato: “Le ho sfruttate molto”. Me la immaginavo, schiavizzando i poveri isolani e aprendo miniere in condizioni di lavoro disumane.

Sentir: In Messico non si utilizza il verbo sentir per indicare l’udito. Sentire un rumore, gli risulta impossibile come frase. Quindi, “Ci sentiamo” o “Hai sentito Marco?” evocano immagini erotiche, con persone che “si sentono” quasi carnalmente.

Prender: in spagnolo significa accendere. Prendere un libro diventa un atto nazista di roghi anti-intellettuali.

Cullare: Orribile. Evoca nei messicani scene di sodomia. La mamma che culla il bambino distrugge qualsiasi innocenza mentale possibile.

Mensa: in spagnolo significa stupida. Quando una volta ho detto “Mangi in mensa?” uno mi ha risposto “No, con la mensa” indicando una collega.

Mantenimento/Manutenzione: è l’esatto contrario. In italiano si mantiene un bambino, e si fa manutenzione di un edificio. L’opposto in spagnolo. Quando ho ascoltato per la prima volta “la manutenzione dei bambini” ho immaginato un nido di cyborg.

Asilo: qui è l’ospizio. Mandare un bambino all’asilo risulta quindi inumano. In compenso chiamano l’asilo Kindergarten, abbreviato in Kinder. A me, mandare un bambino in un ovetto Kinder risulta pazzesco.

Secar: in Messico significa asciugarsi e seccare, per loro non esiste differenza. Esilaranti racconti degli alunni: “Alle 7 mi lavo, poi mi secco”. Raccapricciante immagine di queste persone che una volta fuori dalla doccia si incartapecoriscono, diventando mummie.

Burro: in spagnolo significa asino. Spalmare burro sul pane diventa un’impresa violentemente inutile.

Cobrar: in spagnolo, chiedere soldi, guadagnarli. Per esempio, el taxista cobra bien caro. Ma ogni volta che ascolto questo verbo mi immagino uno che tira fuori un serpente per “convincere” a pagare.

Polluzione: per colpa di lingue come l’inglese e il francese, i messicani pensano che inquinamento si dica polluzione. Spiego loro OGNI VOLTA che la polluzione è una perdita di sperma involontaria. È un problema piccolo, non di certo una crisi globale.

Vasca: in Messico è una maniera popolare di dire il vomito. Quando parliamo del bagno, e scoprono che si possono trovare il gabinetto e la vasca, ridono tutti.

Vibratore: non è solo il giocattolo erotico ma anche la vibrazione del cellulare (secondo i miei studenti). Una volta, uno studente enorme, giocatore di Rugby, parlando del cellulare ha detto “Noi che usiamo il vibratore…” Ma parla per te!

Autista: ciò che per noi è un guidatore di bus, in Messico è un autistico. Quindi alla frase “Mio padre è un autista” Potrebbero risponderti Lo siento (Mi dispiace)

Pedone: pedo in Messico è un peto, ma indica anche una persona ubriaca. La frase “In macchina bisogna rispettare i pedoni” potrebbe suggerire di tenere d’occhio gli ubriachi che camminano per la città

Por supuesto: in italiano si può tradurre come Certamente! Ma una volta ho chiesto ad un’alunna se mi può prenotare la sala 3 per dare la lezione, e mi ha risposto Per supposta!

Pomodoro: confondono sempre questa parola con la parola pomeriggio. Salsa di pomeriggio sembra un corso di ballo più che un sugo.

Sembrare: in spagnolo si dice parecer, quindi una parola molto diversa, mentre sembrar in spagnolo significa seminare. “Mi sembra Daniele” potrebbe essere tradotto come inseminazione artificiale, il cui donatore è Daniele. 

Trapassato prossimo: ieri, facendo un esercizio in cui gli alunni dovevamo scegliere i vari tipi di passato, ho chiesto a un’alunna se in una data frase poteva andare bene l’imperfetto. La sua risposta: “Meglio il trapasso prossimo”. Morte imminente, piuttosto che coniugare. 

Morbido: in spagnolo significa morboso. Immaginatevi quindi un coniglio “morbido”: potrebbe leccarvi gli occhi mentre dormite, o mangiarsi i propri figli.

Comincia con la prima: uso spesso questa frase quando voglio che uno studente cominci risolvendo la prima frase di un esercizio. Ma se lo leggi in spagnolo, esce qualcosa come Comincia con la cugina. Un invito all’incesto. 

NUOVI:

Mal di gola: un alunno trova un annuncio per il mal di gola. Chiedo cosa significa, mi risponde che è un rimedio per il mal del puerco, quel disagio e senso di pienezza che si ha dopo aver esagerato col cibo. Quindi, aveva capito mal di Gola, peccato capitale. 

Dolci: mentre spiego di dolci che sono abbastanza frequenti, cito la crostata. Uno studente si spaventa: “La prostata??”

Ecco in seguito alcune trasformazioni ai limiti dell’impossibile. A sinistra trovate la parola spagnola e a destra il corrispondente italiano.

Pepperoni – salame

Pimiento – peperone

Pimienta- pepe

salchicha – wurstel

longaniza – salsiccia

confeti – coriandoli

cilantro – coriandolo

colaciones – confetti

desayuno – colazione

Se chiedete una pizza pepperoni in Messico vi arriverà una pizza con salame. Ma se volete “sul serio” una pizza con peperoni, dovete chiedere una con pimiento. Però se chiedete pimienta, arriverà pepe. Se volete farvi un hot dog, potete comprare salchichas, cioè wurstel, ma se volete la salsiccia, la cosa più simile sarà la longaniza in Messico. Se volete lanciare dei coriandoli, dovete lanciare “confeti”, ma se volete mettere coriandolo nei tacos, si chiama cilantro. Se volete regalare dei confetti, dovete regalare colaciones. Ma se volete fare colazione…dovete fare desayuno.

No. Manches.

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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17 risposte a Follie di traduzione, i “falsi amici” fra italiano e spagnolo

  1. claintheclouds ha detto:

    Kindergarten è tedesco… Che giri!

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  2. Luca ha detto:

    la prima volta che sono stato a tavola in messico una mi ha chiesto di passarle la cazu(p)! nel tempo di un secondo sono passato dallo scioccato (che?) al compiaciuto (mmm però!) all’interdetto e dubbioso (e adesso che faccio?)…tutto è svanito quando, vista la mia esitazione, la tipa mi ha indicato il ketchup (pronuncia spagnola: cazup)! e chi aveva fatto “cazo” all’articolo (la anzichè il), alla u finale anzichè la o, ma soprattutto al fatto che questa tipa sapesse la parolaccia in italiano (d’altronde le prime parole che impari in un’altra lingua sono sempre parolacce no ahahah)?!

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  3. Haby ascobereta ha detto:

    Una alegre platica entre mexicanas en Italia al bar, sentadas tomando capuchino (mex) latte macchiato per gli Italiani… Hablabamos mitad español. 1/4 ingles y 1/4 italiano y deciamos… Ay estamos super pochas… Y la gente nos veia con cara de what… Pochas por aca y pochas por allá jajajja hasta que nos dimos cuenta como se podia interpretar….
    Aparte esto de la salsa catsup ne vogliamo parlareeeee?

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    • merkaura ha detto:

      Ha ha! las joyas de decir groserías sin saberlo! Cada vez que yo digo una todos se ríen, al final un extranjero que dice groserías es como un chiquito que eructa: se sabe que no podría hacerlo, pero todavía es inocente 😉

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  4. lavaligiainviaggio ha detto:

    Bellissimo questo post! Al di là della conoscenza linguistica (super utile) mi sono anche fatta un mare di risate!

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  5. Vivi ha detto:

    A me é bastato dire “Soy bergamasca” per scatenare l’ilarità generale….
    Tu sabes porque

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  6. Anna Prevosto ha detto:

    In Cordoba ( Argentina ) l” orto” è l’ano.Immaginatevi quando uno ha offerto a mio marito gli zucchini del suo orto!

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  7. Anna Prevosto ha detto:

    E se ti dicono che sei “fiero” non ti inorgoglire: significa che sei orrendo!

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  8. Anguria Suika ha detto:

    i peperoni sono il pimiento ma il pimento (spezia) è la pimienta

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  9. Giusi ha detto:

    Bisogna anche aggiungere che lo spagnolo messicano subisce molto l’influenza dell’inglese americano vicino di casa. Infatti dicono la “refrigeradora” invece della “nevera”, e kindegarten deriva anche dall’americano (che a sua volta ovviamente l’ha preso dal tedesco), la “computadora” invece dell'”ordenador”, ecc.

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    • merkaura ha detto:

      Hai ragionissima! In effetti, mi hai ispirato e credo che scriverò un articolo con le parole “gringhe” presenti in Messico e che non si usano in Spagna,…come dona (ciambella!) 🙂 mille grazie per il tuo apporto!

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