A mali estremi, estreme bruttezze (Periferico Sur)

Stamane sono dovuto andare in una scuola per firmare un contratto…che avevo già firmato, una quarantina di pagine con firme in ognuna, solo che si eran scordati di aggiungere alcune paginette quindi oggi ho dovuto fare un giro apposta. Ma vabbè. Sapendo che la zona dove dovevo andare diventa impraticabile in ora di punta, scelgo di prendere un bus prestissimo. Ho però la (s)fortuna di trovare l’autista particolarmente animale, perciò mi ritrovo alle 6.08 già al Periferico, il “Raccordo anulare” di Città del Messico, l’arteria che permette a questa città di non morire per collasso veicolare. L’appuntamento era alle 9. Vedo che i bus che vanno nella direzione della scuola sono praticamente vuoti. Ho quindi tre ore, e se prendo un bus arrivo alle 6.25, e potrei chiacchierare per due ore col ragazzo dei tamales che arriva alle 7. La prospettiva non mi piace. Perciò ho uno schizzo: e se me la faccio a piedi? Vedendo l’orario e vedendo la panza che mi ritrovo, decido per il sì. Come un Re magio mi metto in cammino seguendo la mia stella. Ma invece di un astro celeste, il mio misero punto di riferimento è il Periferico. Ecco quindi come un criminale anticipo si trasforma in una gita imprevista ma molto piacevole!

Cammin cammino, vado quasi sempre dritto con alle orecchie le canzoni del cellulare, quindi mi fanno compagnia Los Liquits, Cafe Tacuba, Julieta Venegas e Pambo. Chi vuole sputtanare i miei gusti musicali, libero di farlo. Io adoro camminare, soprattutto in solitaria, visto anche quanto è difficile trovare un compagno di passeggiata. “E tua moglie?” Mia moglie è una donna atletica, brava in quasi tutti gli sport e che ama tutta l’attività fisica, a parte camminare, cosa che odia. Io sono una patata con i ricci, incapace in ogni attività fisica e che aborre lo sport, a parte camminare, che adoro. 
A volte la strada non segue più il Periferico, gira a destra e io devo attraversare Avenidas trafficate per ritrovare la mia stella guida. Con grazia felina, attraverso la strada facendo segno di Grazie, alzando il braccio e mostrando il dorso della mano. La mia amica Claudia mi prendeva sempre in giro per come attraverso la strada, correndo in preda al panico. A lei dico: ho quasi trenta anni e sono ancora vivo, quasi sicuramente grazie alla scaltrezza di giovine camoscio agli incroci. Tiè!
Quando vado in bus alla scuola a cui mi stavo dirigendo, prendevo dei punti di riferimento per rendermi conto di quanto mi stavo avvicinando. Notavo quindi dei mostri di rara bruttezza architettonica che qualche scellerato ha deciso di mettere per farli ammirare a tutto il popolo messicano. Questa passeggiata insperata mi regala l’opportunità di vederli più da vicino. 
Il primo mostro architettonico mi dice che sono sulla buona strada:
  
Segue poi una chiesa sinceramente bella, a forma di archi, “moderna”. Scopro ora che si chiama Iglesia de la esperanza de María en la resurrección del Señor. Il nome è grande quasi quanto la struttura.
   

 

Segue un obbrobrio
  
Una bestemmia di monumento
  
Una schifezza a punta
  
Una fisarmonica di cemento
  
Una splendida colata lavica raffreddata
  
Una boiata tondeggiante
  
E finalmente l’unica cosa che rende unica questa zona, la piramide circolare di Cuicuilco, una vera rarità che si trovava al limiti del lago di Texcoco e che ora è inglobata in questa area super-urbanizzata.

  

Finalmente arrivo nella zona degli ospedali, un complesso che offre varie specialità mediche e che quando vado in autobus normalmente prendo come segno che è ora di alzarsi per scendere. Giungo all’obbiettivo…con venti minuti di anticipo! Mi concedo quindi una guajolota e un champurrado come premio.
Arrivato a casa, cerco di vedere quanto ho camminato…18 km. In mona, mi sono meritato il tamal e l’atole.
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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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