Il giorno più stressante della mia vita

Oggi vi voglio parlare del giorno più stressante della mia vita. Non è stato il matrimonio, né qualche esame medico o di università. No, è stato il 23 dicembre scorso, giorno in cui dovevamo prendere l’aereo per tornare in Italia per le vacanze. Lì sul serio è successo di tutto, talmente mi ha snervato che ogni volta che rievocavo quel giorno, raccontandolo o ricordando, sentivo mal di pancia e dovevo correre al bagno. Ora non più, quindi probabilemnete l’ho superato!!

Cominciamo: avevamo tre biglietti per andare in Italia, io, mia moglie e un’amica, V. Dovevamo prendere l’aereo delle 20 ed eravamo felicissimi. Avendo l’orario di partenza di notte, avevamo calcolato una normale giornata di lavoro e poi la partenza per all’aeroporto, come tutti sanno quando si deve fare un viaggio internazionale si consigliano almeno 3 ore di anticipo, per qualsiasi controllo o disguido in fase di presentazione dei documenti e dei bagagli. Io ero quindi andato a dare una lezione in zona aeroporto, e me ne stavo tornando verso casa, per poi aspettare mia moglie, erano tipo le 10:30. Racconterò tutto in contemporanea, come se fosse un film, per farvi capire meglio. V anche era al lavoro, e aveva pensato bene di fare un checkin online per risparmiare tempo, pure mia moglie stava facendo lo stesso. Siamo gente prudente, abbiamo viaggiato molte volte e sappiamo come fare. Stranamente, non riuscivano a fare il checkin. Mia moglie telefona e mi dice che fare il checkin avrà un prezzo abbastanza alto, qualcosa tipo 50 o 60 euro, e mi chiede se procediamo, mi incazzo ma accetto. Anche V ha problemi, sorattutto perché non trova l’orario del nostro volo. L’unico che incontra è un volo delle 13:10. Chiede aiuto a P, cugina di mia moglie, e lei telefona ad Iberia, e scopre che effettivamente quello dell 13.10 è IL NOSTRO VOLO. Partirà con 7 ore di anticipo. Comincia l’incubo. V, conosciuto il cambiamento, pensa bene di lasciare il lavoro e correre per il metro, ma P la avverte: “Ma quale metro??? Esci e cerca un taxi, corri! CORRI!!”. V allora si fionda in un taxi, mentre P lascia il proprio lavoro (è una dipendente pubblica quindi credo che per contratto abbia questo diritto 😀 tudun pssssssss) ed esce in taxi, diretta all’appartamento di V, dove raccoglierà i bagagli per poi andare in aeroporto e consegnarli alla stessa V. Mia moglie viene chiamata e si rende conto del cambiamento, mi telefona e tutto il mondo mi cade addosso. Non ci credo, ma decidiamo comunque di continuare con la farsa di andare all’aeroporto, ben sapendo che siamo già in spaventoso ritardo. Vado verso casa, e mentre cammino in salita telefono a V, e lei mi conferma che l’incubo è tutto vero, l’aereo sta per partire, calcolo che più o meno adesso stavano già accettando e imbarcando i bagagli della gente in partenza, e io ero nel sudest della città, l’eroporto a 27 km di distanza attraversando la città completamente sveglia e impraticabile. Arrivo in casa e ho quasi attacchi di vomito per il nervoso e il panico, ma ho la prontezza di raccogliere i bagagli, mettere i passaporti in tasca, entrare nel bagno e avere una crisi di nervi seduto sulla tazza mentre aspetto che mia moglie arrivi con la macchina (dal lavoro). Lei mi telefona e mi suggerisce di chiamare un taxi, lo chiamo e cerco di spiegare con tono disperato la situazione, la centralinista forse allarmata dal tono tragico e incazzato riaggancia. Cerco altre due volte di chiamare ma ogni volta che ascoltano che sono io, chiudono la comunicazione. Allora niente, dobbiamo andare con la macchina nostra. Finalmente arriva mia moglie, io avevo già tirato fuori i bagagli e messi fuori dal portone ma lei entra con la macchina e comincia a rovistare in casa per portarsi via i trucchi. Tiro porchi e grido come un ossesso mentre muovo i bagagli verso la macchina, la vicina della casa 3 esce di casa, mi vede e torna subito dentro. Finalmente siamo in macchina e partiamo per l’aeroporto, mancava solo un’ora al decollo. Ci telefona P e ci chiede se abbiamo già fatto il checkin, per fortuna sì, ce l’abbiamo, poi P va verso gli uffici di Iberia e l’agenzia di viaggi dove abbiamo comprato il biglietto per spiegare la situazione. Una ragazza dell’agenzia di viaggi ci telefona e ci consiglia, la disgraziata, di correre. Ma grazie!!! Per fortuna che mi hai telelefonato. Io guido disperatamente e chilangamente (cioè in maniera aggressiva, incurante degli altri e dando l’impressione che ho una bomba che esplode se vado a meno di 80 km all’ora, come ogni buon abitante della capitale). Per la prima volta vedo pedoni e autobus come quello che sono, ostacoli nel mio cammino che si possono minacciare per poter più facilmente vincere. Mi metto nel Viaducto, una strada strettissima A TRE CORSIE, dove non importa quale corsia tu scelga, sempre la macchina di fianco ti starà a due centimentri dal farti saltare un pezzo dalla carrozzeria. Intanto, V e P si trovano in aeroporto, avviene la consegna dei bagagli e V riesce a imbarcarsi, quasi piangendo all’idea che deve partire sola, era infatti la prima volta che andava in Italia. Mia moglie ha il colpo di genio, pensa che potremmo fare imbarcare tutto come bagaglio a mano, cioè per la fretta non potranno mettere in stiva nulla, quindi tutto quello che è liquido o alimentare non verrà imbarcato. Comincia quindi un’operazione ninja: va nei sedili posteriori e comincia ad aprire i bagagli e estrarre tutto quello che è proibito imbarcare, quindi addio tequila per mio fratello, fagioli in lattina, dolci, nel frattempo io controllo se vedo un poliziotto, e quando lo vedo grido POLI, POLI e lei si fionda davanti e finge di mettersi la cintura, per poi tornare dietro per l’estrazione. Mancavano 20 minuti al decollo e finalmente vedo i segnali che indicano la vicinanza degli aeroporti. Per chi non sapesse, la capitale ha ben 2 aeroporti, quindi devi pure imboccare quello giusto. Ad un certo punto mi trovo in un bivio, se vado dritto vado all’aeroporto sbagliato, devo girare a destra, ma un autobus mi sta bloccando l’uscita. Divento ancora più animale, e comincio ad accelerare e TAGLIO LA STRADA ALL’AUTOBUS, passando sopra i cosi rotondi che impiantano per terra per denotare un bivio. In quel momento qualsiasi microbusero mi avrebbe fatto un applauso. Riesco quindi a raggiungere il punto di imbarco dei voli internazionali, e lì vediamo Super P, che si sbraccia come un controllore del volo. Scaravento la macchina e la lascio lì, scarico i bagagli e corro dentro con mia moglie. P non sa guidare quindi non può spostarla!! Si avvicina un poliziotto e P telefona al moroso che per Grazia di Dio o per colpo di culo enorme lavora in aeroporto, e lui riesce a parcheggiare la macchina nostra. Noi nel frattempo eravamo dentro, e un disgraziato decide che val la pena aprire la mia valigia per controllare (6 minuti al decollo). Mi chiede quando parte il volo e gli dico ORA, ma lui procede con lentezza fino a scovare il corpo del delitto, una borsa di fagioli liofilizzati. Soddisfatto, mi lascia andare. Corro e trovo mia moglie e una ragazza disperata in un gate e nessuno che le faccia imbarcare, e gli grido “È il 23!! Il 23!!”. Io mia moglie e la nuova compagna di sventura corriamo e ci troviamo FINALMENTE al gate corretto con le impiegate che ci stanno aspettando, eravamo gli ultimi. La ragazza mi chiede il documento di migrazione, e io do il mio FM3, permesso di soggiorno, ma lei risponde “No, essendo lei straniero deve passare per Migracion, la trova là in fondo, si metta in fila e compili il documento”. Chiedo allora se posso lasciare lì i bagagli mentre vado in Migracion, mi rispondono di no, me ne frego e li lascio cadere con un Gracias. Corro come un ossesso e non trovo nessuno in fila. Comincio a compilare il documento con la mano tremante ma mi servono alcuni dati del volo, l’impiegata di Migracion comincia a dettarmi il codice del volo numero per numero lettera per lettera con lentezza snervante per poi finire con una frase completamente monotono tipo bambola assassina nei film horror “Corri corri che il tuo volo parte corri corri”. Con il documento in mano, riesco a tornare e ad entrare con mia moglie nell’aereo. A bordo, troviamo pure V e quasi piango di gioia, incredibile, ero sudatissimo, stressato ma felice come mai prima. Mi rendo improvvisamente conto che sono vestito da lavoro, pantaloni, camicia e scarpe formali, non esattamente la migliore maniera per viaggiare, ma c’eravamo riusciti. Risultò poi che l’agenzia di viaggio 2 mesi prima ci aveva avvisato del cambio di orario con una mail a nome di Esther, neanche a nome della stessa agenzia! L’account di mia moglie l’aveva catalogata, giustamente, come spam. In caso di un cambio così drastico, il minimo era telefonarci per avvisare. Ciononostante abbiamo deciso di non denunciarli.

Io ho promesso di andare alla Villa, alla Guadalupe per ringraziare del miracolo ma ancora devo andarci, aspettavo che il mio amico D. potesse accompagnarmi, ma ci andrò sicuramente al più presto. A grazia ricevuta…

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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10 risposte a Il giorno più stressante della mia vita

  1. Andrea ha detto:

    Ed è per evitare il ripetersi di questi agghiaccianti avvenimenti che, e-mail o non e-mail di avviso, prima di partire per il Messico intendo tenere sotto stretto e costante controllo la pagina del sito dell’Iberia con l’indicazione degli orari dei voli…Comunque lasciatelo dire, è stato davvero un MIRACOLO riuscire a prendere quel volo! Posso solo immaginare cosa avete provato in quegli istanti da panico e cardiopalma.

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    • consuelomurgia ha detto:

      La prossima vola prova a comprare il biglietto online, direttamente sul sito della compagnia aerea con cui vuoi viaggiare. Se ci sono cambiamenti, a parte l’e-mail ti mandano pure un sms se lasci il tuo numero di telefono. Io è da tanto che non viaggio con Iberia, perché trovo sempre voli più economici con Alitalia e Air France.

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  2. Luca ha detto:

    ah quanti ricordi / incubi ad occhi aperti..:
    Volo posticipato di due ore, poi di nuovo anticipato di un’ora, ma nel frattempo ti sei addormentato e hai messo la sveglia per dormire giusto un’oretta (!), il ricordo è di un uomo solo al gate…prenderà o no il suo primo volo intercontinentale…?
    Fatti passare per trafficanti di “Artesanias” (!) allo scalo di Francoforte…
    Sospettatto di volersi infiltrare illegalmente negli USA passando per il Messico (io italiano!) perchè mi avevano detto (mia suocera…in effetti qualche dubbio avrei dovuto averlo!) che non serviva la carta che avevo compilato in aereo, per passare la “frontera”! Due anni dopo quella stessa carta stavolta la porto e la consegno al confine Messico-USA, se la tengono, e alla partenza per il rientro in Italia (areoporto Benito Juarez) mi ritengono illegalmente entrato in Messico per non aver quella maledetta carta con me! e vai di Migracion…!
    La storia più cruenta la risparmio perchè mi sono già dilungato, disculpen la molestia!

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  3. Jacopo ha detto:

    A dicembre volo con iberia, e tu mi hai già messo l’ansia! Se vuoi ti accompagno io alla Villa, diciamo per grazia preventiva! (e perché non ci sono ancora mai stato)
    Ne approfitto per chiederti, i voli iberia sono cosí tremendi come qialcuno li descrive o é leggenda? A te come é andata?

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    • merkaura ha detto:

      Iberia va bene, i prezzi sono economici e gli aerei sono migliori che tre anni fa, ora ogni passeggero ha uno schermo a sua disposizione mentre nel mio primo viaggio c’era un monitor ogni cinque file (tipo bus, :-D). Però sembra che iberia dia più problemi di altre compagnie, tipo ritardi o cancellazioni. Ma per me vale comunque la pena, il prezzo copre i disagi 🙂

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  4. "V" ha detto:

    Impossibile non aggiungere che la mia famiglia aveva in programma di andare a saluttarmi in aeroporto, tutto quello che potevo fare era fare una telefonata tre minuti prima di partire per dire addio ed esprimere i miei auguri di Buon Natale! Quello ha rotto il mio cuore ma finalmente la soddisfazione nel arrivo al’Italia è stata maggiore!!! Che bei ricordi! ahahaha 😀

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  5. Elena ha detto:

    Come dice Consuelo, consiglio anche io l’acquisto dei biglietti online! Non ho mai viaggiato con Iberia, ma solo con Airfrance,e ho avuto casi di ritardi e di anticipi ai voli. E mi sono stati comunicati via cellulare! Comunque Denis, non riesco a immaginarti mentre guidi così verso l’aeroporto!!

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