Feste, compleanni e padrini 

In questo paese si festeggia molto, questo tutti lo sanno. Fra le feste nazionali, le religiose e quelle di importazione gringa, se uno sta in una famiglia media molte volte trova qualcosa da fare. Per esempio, una roba strana si chiama babyshower. In sé la festa ha abbastanza senso, si fa quando un bambino sta per nascere e la signora organizza una festa perché tutti possano aiutarla, comprandole accessori o oggetti utili per il primo periodo. Quel che mi dà fastidio è il nome, che letteralmente, in inglese, significa “doccia del bambino”. Infastidito dalla parola, ne ho cercato l’origine, e Wikipedia mi ha aperto gli occhi:

Il termine shower (doccia) viene generalmente preso con il significato di “fare una doccia di regali” alla mamma del bebè. Questa in realtà è una falsa etimologia. La tradizione fu iniziata da un immigrato tedesco, Franz Schauer, nel XVIII secolo. Schauer era un argentiere che cercava di far comprare i suoi lavori come regali per la gente di ceto più elevato a New York.”

Uoooo già sto meglio. Chiaramente il cibo, i giochi e la decorazione saranno a tema. E raccapriccianti.

   

Una caratteristica comune a tutte le feste importanti come matrimonio, battesimo, XV años, è la presenza di padrini. Non sono solo i responsabili e i sostituti genitori nel battesimo, sono persone che finanziano di tasca propria una parte della festa. Un esempio: il padrino delle foto. È una persona che fa tutte le foto, le sviluppa e le stampa gratis, o contatta un fotografo e lo paga. O il padrino di una parte del cibo, il padrino del dolce, il padrino della musica…si può arrivare all’estremo che la famiglia paghi o offra solo il posto (o neppure quello, se c’è un “padrino del ristorante”). Leggendolo così, uno pensa che si dovrebbe evitare come la morte di venire scelti come padrini (concordo). In realtà, essere padrini è anche una questione di onore, quindi se una famiglia te lo chiede, è perché ti dà una possibilità di renderti onorevole. Chiaro che se non puoi, glielo dici e punto! 

Quali sono i padrini più pericolosi? Il padrino dell’abito(di XV o di matrimonio) e il padrino del chupe. Per l’abito, credo non ci sia bisogno di spiegazione, tutti sanno che l’abito da sposa è come un calcio alle palle: ti toglie il fiato, dura poco ma come momento è intensissssssimo. Il chupe invece sono gli alcolici. Ora, immaginatevi quanto possono bere 300 messicani che vanno ad una festa con l’intenzione precisa di tornare a casa sulle ginocchia. Ecco quindi come il padrino del chupe è il vero protagonista della festa. Perché non dovrebbe tagliare lui la torta nuziale?? 

  

Al mio matrimonio ho avuto un solo padrino, il marito della cugina di mia moglie che è di León, città messicana specializzata nella lavorazione del cuoio che mi ha regalato le scarpe, quindi era padrino de zapatos.

Fare un compleanno qui può anche essere un’esperienza divertente. Uno è abituato a sedersi di fronte alla torta, mentre tutti gli invitati ti cantano Tanti Auguri, happy birthday, o qualsiasi sia la versione nazionale della stessa canzone. Per quei 10-12 secondi in cui tutti cantano(e tu non puoi, sarebbe da idioti), resti inebetito, non sapendo cosa guardare e morendo dentro. Per fortuna dura poco. Qui no. La canzone è ETERNA anche nella sua versione breve.

http://youtu.be/oSXA1l7UCpw

Il testo dice:

Estas son las mañanitas 
que cantaba el rey David. 
Hoy por ser dia de tu santo
te las cantamos a ti.
(Queste sono le “mattinine”
Che cantava il re Davide,
Oggi per essere il tuo onomastico
Te le cantiamo a te)

 

Despierta, (nome), despierta; 
mira que ya amaneció.
Ya los pajaritos cantan;
la luna ya se metió


(Sveglia, (nome) sveglia,

Guarda che è già l’alba

Gli uccellini già cantano

la luna già se n’è andata)

Questa è la versione basica, ma la canzone originale continua per altre strofe:

Que linda está la manãna 
en que vengo a saludarte;
venimos todos con gusto
y placer a felicitarte.

 

El dia en que tu naciste 
Nacieron todas las flores
En la fila del bautizmo
cantaron los Ruiseñores

 

Ya viene amaneciendo 
Ya la luz del dia nos dio
Levántate de mañana
mira que ya amaneció

 

Si yo pudiera bajarte 
las estrellas y un lucero
para poder demostrarte
lo mucho que yo te quiero

 

Con jazmines y flores 
Este dia quiero acordar
Hoy por ser dia de tu santo
Te venimos a cantar.

 

Che dire! Dopo di ciò, i messicani cercano di farti un “simpatico giochino”. Ti dicono in coro mordida, mordida, cioè morso, invitandoti a dare un morso al dolce, e quando provi a farlo, ti sbattono la faccia nella torta. Che ssssssssssimpatici sti messicani. Io ci sono cascato il primo anno, poi basta! Me la si fa una volta!!
Una soluzione potrebbe essere fare come questo bambino:
CORREZIONI:Mia suocera ha letto l’articolo ( D-: sì, mia suocera sa leggere in italiano) e mi ha dato alcune precisazioni. Il vestito da sposa lo comprano quasi sempre i familiari, il caso che io ho citato è quello di una ragazza che ha chiesto a una parente della mia famiglia se poteva essere la sua madrida del vestito da sposa, ma come ha commentato mia suocera, quella ragazzina está loca. Anche il parente che mi ha regalato le scarpe di matrimonio ha fatto una battuta riferendosi a padrino de zapatos, mentre i padrini piu classici, sono quelli di anelli, del cuscino della chiesa e così via, cioè quelli del rituale

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5 risposte a Feste, compleanni e padrini 

  1. Jacopo ha detto:

    Per tradizione tutti questi padrini vengono simbolicamente ricompensati con una cesta regalo (in genere piena di frutta, ma narra la leggenda che qualcuno ci ha trovato pure chelas), e qui a volte entra il vate di tutti i compadres (o comadres), il non plus ultra di tutti i padrini: quello destinato a fare la sua porca figura svuotando mezza central de abasto: il padrino de canastas!

    Poi esiste una versione “a cooperazione popolare” (tipica dei matrimoni di pueblo e provimcoa) di padrinazgo de chupe, i festeggiati comprano l’alcool e in qualche momento della festa si inizia ad appiccicare denaro, banconote ovviamente, sul novio, spesso e volentieri (padrino de traje, se presente, e banxico ringraziano) con spillone da balia attaccate a cas(zz)o sul povero oramai anestetizzato da troppi caballitos.

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  2. Darío ha detto:

    Uh, che bei ricordi! Io e mia moglie abbiamo fatto il matrimonio civile in Italia (20 invitati in un piccolo ristorante di periferia) e poi il religioso in Messico, nel pueblo d’origine di mia moglie… 500 invitati, di cui tre quarti parenti, talmente tanti padrini che non mi ricordo neppure: oltre a tutta la serie del rito in chiesa, poi ce n’erano di torta, di inviti, di birra, di tequila, di foto, di una banda e dell’altra banda… Una follia totale. Quando poi mia hanno preso e cominciato a lanciarmi in aria, ti lascio immaginare. Lì comunque ho respirato il vero spirito di festa messicana, di comunità, di familia e di padrinazgo. Cose uniche e speciali in Messico, difficili anche da spiegare.

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