20 ombre di studenti – 20 sombras de alumnos

Stavolta voglio parlare di un lato divertente del mio lavoro. Sono professore di italiano e ho avuto la fortuna di dare lezione a persone diversissime qui in Messico, dai 13 ai 60 anni, di tutte le classi sociali e culturali, un mondo variegato. Ciononostante, ho notato che, dopo qualche lezione, già riesco a inquadrare il tipo di alunno che mi ritrovo di fronte. Certo, non sempre è così, a volte le persone vanno a periodi, perciò l’inquadramento non può essere tanto preciso, ma so che fra i lettori di questo blog ci sono anche alcuni miei studenti e sono sicuro che si divertiranno a vedere in che categoria potrebbero essere descritti! Di seguito, ho sempre scritto la descrizione al maschile, ma molti di questi modelli sono più adatti a studentesse. 


1 Il DELUXE
Lo studente DELUXE è il sogno di ogni professore. Studia sempre, fa gli esercizi, si interessa, fa domande appropriate, è curioso e si impegna. Fantastico. Unico punto debole è che a volte si snerva dei propri compagni non-DELUXE, e finisce per innervosirsi e trasformarsi in…
2 …Il Ghostwhisper
Il Ghostwhisper è una sorta di presenza inquietante nella sala. Porgo una domanda, dicendo chiaramente il nome del destinatario, perché tutti hanno diritto a metter alla prova le proprie conoscenze. Dopo 3 secondi, il Ghostwhisper sussurra la soluzione, verbi coniugati scorporati dalla frase, cose tipo “avessero provato” o “sarebbero uscite”. TUTTI lo sentono, io compreso, ma la persona interrogata e che non conosceva la risposta si trova nell’incomoda situazione di non poter fare copia-incolla e rispondere subito. Perciò, dopo altri 4-5 scomodissimi secondi di silenzio, riporta la risposta corretta.
3 L’ “haaaai, profe”
Questo tipo di studente entra in salone già stanco, si stravacca, e alle mie domande risponde in spagnolo. Quando chiedo di parlare in italiano, la sua risposta sarà sì o no, non facendomi capire se ha cambiato lingua o non ancora. Quando si tratta di fare attività di gruppo, come simulazione di dialoghi o esercizi collettivi, rivela la propria identità, dicendo “haaaai, profe” in tono lamentevole. Mi guarda con sguardo assonnato e ostacola lo svolgimento dell’esercizio sbadigliando. Più che essere un problema per il professore, è un problema per la classe intera, che perde rendimento. Generalmente gli “haaaai, profe” sono alunni che non imparano italiano per scelta, ma per obbligo.
4 Il falco (o il prestidigitatore)
Questo alunno, quando sottoposto ad una domanda che non sa rispondere, comincia a strofinarsi la fronte, mentre, con estrema nonchalance, butta l’occhio al quaderno. Il tutto sembra facile, ma la sua bravura diventa maestria assoluta quando la risposta si trova nella PAGINA PRECEDENTE. Con molto sangue freddo, muove il braccio sopra il quaderno e quasi (quasi) non si vede che sta cambiando pagina!! Ecco come il falco diventa un mago.
5 L’avvoltoio
Quando faccio una domanda, questo alunno aspetta che i colleghi rispondano, eliminando eventuali risposte errate o dubbie, per poi calare in picchiata con la risposta giusta, nutrendosi dei cadaveri dei colleghi.
6 Lo svergognato
Non studia, non ricorda, non gli interessa imparare, non partecipa, non gliene frega niente. E me lo dice con un sorriso.
7 Il/la centralinista
Viene a lezione ma in realtà non c’è. Sta scrivendo tutto il tempo col cellulare e quando lo chiamo per nome per andare alla lavagna, prima finisce il messaggio, poi si alza. Abbastanza sgradevole.
8 Il pavone
Questo alunno, quando riceve una telefonata privata(non di lavoro) risponde in classe e si pavoneggia con cose tipo “Pronto? “Ciao”. Scusa se ti saluto con ciao ma sono alla mia lezione di italiano. Sì, studio italiano. No, non è difficile…” Con la ruota completamente aperta.
9 Il ñoño (secchione)
Il più classico secchione, in Italia. Studia, fa i compiti, cerca di rubare le risposte, è sempre pronto e quando lo chiamo alla lavagna è contento. Meglio di così!
10 Il Sisifo
Conoscete Sisifo? È una leggenda greca in cui il protagonista fu costretto a spingere una pietra per l’eternità su per una salita, la pietra poi tornava indietro rendendo tutto inutile. Ecco, alunno Sisifo studia, fa esercizi, si impegna ma nonostante tutto non riesce a imparare, le lingue non sono il suo forte. Mi dispiace perché sul serio si meriterebbero di essere i migliori della classe.
11 Il Mario Bros
Questo alunno dà la risposta corretta per istinto. Fa quasi paura. Anticipa alcuni temi, o
riesce a fare tutto bene prima ancora che abbiamo visto come si sviluppa quel tema grammaticale. Al primo alunno di questa razza che ho scoperto, avevo detto che aveva un Mario Bros dentro di sé, che doveva solo lasciar uscire. L’alunno mi ha risposto con “Mamma mia!”
12 Il “Chido, profe!” (Figo, prof)
Questo alunno si disinteressa completamente della grammatica ma sviluppa molto rapidamente una chiacchierata abbastanza sciolta, si interessa soprattutto di temi culturali e delle stranezze di un paese come l’Italia. Impara A MEMORIA tutti i gesti che faccio, e li usa al momento corretto. Il “Chido profe” si riconosce perché usa questa frase ogni volta che impara una parolaccia o un qualche gesto curioso. Quando andrà in Italia, sopravviverà benissimo.
13 L’intermittente
Esattamente come la freccia direzionale della macchina, questo alunno non ha costanza nel presentarsi in classe. Può arrivare come no, imprevedibile come un ninja. A volta avevo già dato per perso un alunno, che poi vedo arrivare con il sorriso stampato. Mi stanno molto simpatici, perché nonostante la loro sregolatezza nel presentarsi, generalmente sono quelli che durano di più nei corsi.
14 L’esperanto
Vi ricordate l’esperanto? La lingua artificiale che si stava sviluppando in Europa, mescolando grammatica e lessico di molte lingue europee. Bè, l’alunno esperanto fa lo stesso ma involontariamente. Sue sono delle perle di saggezza come “Yes, io ando fuera” o “me piace comere il spaghetti”. Normalmente questo succede nella fase iniziale dell’apprendimento, poi le lingue si separano con una chirurgia più o meno indolore.
15 Il scioglilingua (trabalengua)
Questo studente a volte è sul serio un bravissimo alunno, studia e si impegna, ma ci sono parole o espressioni che inevitabilmente lo fanno precipitare in un tunnel di delirio sempre più senza controllo. Frasi tipo “Como ci pronuncia?” scatenano prima ilarità nella classe, per poi avere un inquietante effetto CONTAGIOSO: la frase comincia ad essere ripetuta con l’errore, ma non lo fanno apposta! Altre parole sono realmente impossibili da pronunciare per un messicano, come gioiello e gioielleria.
16 Il gregario
È l’anima della lezione. Chiacchiera e scherza con tutti, è un simpaticone e lo fa IN ITALIANO. È un gusto vedere che un alunno fa le battute in una lingua che non è la propria perché dimostra pienissima padronanza. Risvolto economico non da sottovalutare: il gregario parla molto anche fuori della lezione e a volte riesce a fare entrare nel gruppo nuovi clienti. Lo amo.
17 Lo scettico
Non accetta le regole, neanche quelle grammaticali. Ad ogni regola, chiede Perché? Cerca sempre la sottile crepa in un esempio, contesta sempre le spiegazioni e cerca a volte addirittura di correggermi. Sembra un bastone fra le ruote, invece no: questo tipo di alunno diventerà un bravissimo italo-parlante, esattamente perché tutto il suo corso di lingua è stato affrontato  come una battaglia. Avere uno scettico in classe è un gusto.
18 Il Paganini
Per noi in Italia è famoso il detto “Paganini non ripete”. Bene, anche questo alunno ė un Paganini, fa tutto bene ma solo di getto e la prima volta. In genere, riesce a costruire frasi enormi, con periodi lunghissimi e grammaticalmente corretti, poi sorride, soddisfatto, ma presto il sorriso si scioglie in un “Che ho detto??”
19 Il Babbo Natale
Questo studente arriva a lezione con regali per tutti, in generale caffè, dolci, caramelle, cioccolato. In un’università, all’esame sono arrivate birre. Non importa se non studia tanto, lo amo comunque.
20 Il Tic
Quando faccio una domanda a questo studente, posso vedere FISICAMENTE se conosce la risposta o no. Quando diventa nervoso, comincia a produrre dei tic fisici. Due ragazzine che avevo in classe avevano l’occhio che si chiudeva a metà o cominciava a vibrare la palpebra. Spero di non trovare mai un alunno che vomita per il nervosismo.
Come vedete è un universo complesso e in continua evoluzione.
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2 risposte a 20 ombre di studenti – 20 sombras de alumnos

  1. Darío ha detto:

    Guarda, non vedo l’ora di venire ad insegnare in Messico, perché qui sono impantanato ormai da mesi in classi di richiedenti asilo, tutti afgani-pakistani che, per mia e loro sfortuna, variano al novanta per cento tra lo Svergognato e il Sisifo… 😐

    Mi piace

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