Terremoti, temblores

Il Messico è sicuramente femmina. Un paese splendido, dolce, incredibile e dalla bellezza unica, nello stesso tempo presenta un lato oscuro,che esce all’improvviso, imprevedibile e soprattutto incomprensibile. Se tu che stai leggendo sei un uomo sposato, sicuramente sarai d’accordo con questa comparazione.

Uno dei fenomeni più comuni e soprendenti sono i terremoti. Questa terra si trova in un’area di scontro fra due placche terrestri, perciò la pressione continua causa terremoti frequenti e a volte molto (MOLTO) intensi.

Il primo “benvenuto” che mi ha dato questa terra è stato in aprile 2012, avevo solo 3 mesi di esperienza in Messico. Stavo dando una lezione, quando vedo che le alunne (due signore di 30 e 45 anni), spostano gli occhi dalla lavagna, restano ferme come in ascolto, poi spalancano le palpebre e corrono fuori! Solo dopo un secondo ho cominciato a sentire anch’io che tutto “ballava”. La scuola era fatta in materiale ridicolmente leggero, e ci siamo messi sotto la porta d’entrata, forse l’unico muro vero in tutta la scuola. Io, le due alunne e la segretaria. Dopo svariati secondi di “ballo”, la segreteria disse “Ahí, este sì està feo, està bien feo” e un’alunna ha cominciato a pregare. Io non mi rendevo tanto conto del pericolo, credevo fosse molto divertente, tutto si muoveva ma non si ascoltava nulla che cadesse e non mi sentivo in pericolo, soprattutto per la grande curiosità, era infatti la prima volta che sentivo un terremoto vero. Finalmente concluso, abbiamo aspettato le repliche, che come tutti sanno sono deboli e come sciame si allontanano dal colpo principale. Più tardi, ho saputo che non c’era stato nessun morto, e solo un danno strutturale: un ponte pedonale era caduto sopra un autobus fortunatamente vuoto, lasciando l’autista in stato di shock (e ti credo!!).

Questo va infatti detto: la maggior parte delle strutture in Messico sono antisismiche. Buon investimento e previsione? Mica tanto! Diciamo che tutto quello che poteva cadere, è già caduto da un pezzo. Per eliminazione, quello che resta è resistente.

I terremoti hanno squassato questa terra da sempre e anche le civiltà del passato hanno convissuto con questo fenomeno. Nel mio recente viaggio a Oaxaca ho saputo che una chiesa ha richiesto di più di 200 anni per essere finita, perché i terremoti continuavano a “rallentare i lavori”. Ragazzi, ma se Dio voleva darvi un messaggio…orecchie da mercante, eh?

In epoca ancora più antica, avevano già preso alcuni tipi di contromisure. Sempre a Oaxaca, la guida locale ci ha spiegato la struttura del talud, una sorta di trapezio che dava più stabilità agli edifici e che era molto diffuso in quella regione. La base larga, che si restringeva salendo, come una sezione di piramide, permetteva di ammortizzare gli oscillamenti.

TableroTaludPer farci un esempio, la guida (uomo) ha divaricato le gambe, tenendo dritto il busto, e ha cominciato a dondolare sensualemente a destra e sinistra. Vi prego, strappatemi gli occhi.

Gli edifici moderni sono costruiti con enormi e potentissimi ammortizzatori in profondità, e nei punti di giunzione o di estrema tensione fra le parti, la struttura rigida viene sostituita da parti in gomma o comunque materiale elastico. Ciò permette ai grattacieli (numerosi a Città del Messico) di ballare o fare la Ola senza cadere. Mio cognato mi racconta che una volta, che lavorava al quindicesimo piano, ha visto che l’edificio cominciava a dondolare, e dalle vetrate poteva vedere come l’edificio di fianco si avvicinava e si allontanava…BRRRRR.

Un’altra esperienza violenta che ricordo fu una notte, un sabato sera. Eravamo a letto e ci siamo svegliati dal RUMORE. La terra stava croccando, come se sotto qualcosa si stesse sbriciolando. Dopo, il terremoto è cambiato, e mi sono reso conto di una cosa che avevo letto solo nel libro di scienze naturali alle superiori. Il terremoto può fare salti, per poi mettersi a dondolare lateralmente. Molto probabilmente più che il rumore è stato il primo salto a svegliarmi. Io e mia moglie ci siamo guardati e siamo corsi fuori, ho subito preso le chiavi di casa e ci siamo fiondati in giardino. Dopo pochi secondi, arrivano i vicini. Questo surreale incontro in pigiama si è prolungato per qualche minuto, aspettando per essere completamente certi che le repliche non fossero altrettanto violente. Poi abbiamo cercato di contattare la suocera, ma come tutti sanno le linee si intasano, perché tutti si preoccupano dei propri cari.

Il terremoto che ha segnato la storia del Messico è quello dell’85, con 8,1 punti della scala Richter. Più di diecimila morti, migliaia di persone segnate per sempre dallo shock. Conosco infatti persone che l’hanno vissuto e che ora, ad ogni oscillazione che sentono, entrano in panico, e certamente ne hanno il motivo. In un quartiere popolare di Tlatelolco, degli edifici-casermoni enormi hanno fatto DOMINO, cadendo uno contro l’altro e causando una strage. In altre zone del centro, ancora si possono vedere edifici “appoggiati” al palazzo di fianco, e raddrizzati più o meno bene. Un hotel intero, in centro storico, è crollato e oggi è sostituito da un parco commemorativo. Tutte le persone che avevano un’età per ricordare hanno impresso per sempre quel momento.

Ma perché il centro della capitale soffre così tanto i terremoti e quasi li amplifica? Perché la città è stata costuita sopra una laguna drenata. Il terreno è argilloso, “morbido” e quindi le onde sismiche vengono in qualche modo aumentate. Io vivendo in collina mi ritengo fortunato!

Cosa si può fare? Quasi tutti gli abitanti del Distrito Federal hanno scaricato un’app per il cellulare che comincia a suonare con 10 secondi di anticipo dall’arrivo del terremoto. Come è possibile? Bè, il centro sismico è nello Stato di Guerrero e proprio da quella zona partono la maggior parte dei sismi, l’epicentro è quasi sempre vicino alla costa del Pacifico (ehm, ricordate lo scontro delle placche?). Quindi, il terremoto ha bisogno di 8 secondi per raggiungere Città del Messico. Funziona, nel senso che una donna allarmata comincia a ripetere “Alerta sismica, alerta sismica” e lo schermo si colora di giallo, arancione o rosso dipendendo dalla forza. L’anno scorso, c’è stato un falso allarme verso le 11 di mattina, che ha buttato fuori dagli uffici milioni di persone. In un sito di satira, hanno incolpato i venditori di tamales in strada, dicendo che l’hanno progettato loro, che con questa scusa hanno potuto vendere tantissimo.

Un’atra misura è sicuramente l’evacuazione, ma se sei in un piano superiore al terzo, l’ordine è di rimanere dove sei e di non uscire. Io, dal terremoto che ho sentito in casa, lascio sempre la chiave inserita nella serratura e le pantofole posizionate in maniera strategica, per eliminare ogni possibile perdita di tempo. E sì, prima che ve lo chiediate, penso di svegliare mia moglie prima di uscire strillando come una “niñita chillona de 4 años”.

Esiste anche il triangolo della vita, una sorta di calcolo che ti permette di individuare il punto esatto dove accucciarti rimanendo completamente sicuri. Per esempio, se calcoli che la libreria può cadere contro il tavolo, il triangolo che crea la libreria caduta è quello sicuro.

A parte la vita, anche i beni materiali sono da calcolare e proteggere: nel terremoto notturno che ho descritto prima, la zia di mia moglie si è alzata ed è corsa ad abbracciare…lo schermo ultrapiatto, difendendolo con la propria stazza (notevole).

keep-calm-and-dónde-te-agarró-el-temblorPer finire: come ho detto, il terremoto, dato che non fa mai (quasi) morti, è anche uno splendido tema di conversazione. La domanda “Donde te agarrò el temblor?” (Dove ti ha preso il terremoto) è gettonatissima nei giorni successivi al sisma, e vi risparmia silenzi incomodi come i 9 secondi interminabili dell’ascensore.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Civiltà e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...