Malinchismo, una strana forma di razzismo masochista

  Per tanto tempo ho pensato di scrivere questo articolo ma sono sempre rimasto bloccato dalla difficoltà e dalla delicatezza del tema. Si tratta di un fenomeno che non si può non vedere, ma che pure è talmente locale, talmente messicano, che risulta impossibile da credere se uno non ha vissuto un periodo abbastanza lungo in questo paese.

Quando stavo per prepararmi a viaggiare, nel lontano 2011, mi ero cominciato ad informare leggendo o cercando delle testimonianze di italiani qui (insomma, cercavo un blog esattamente come quello che sto scrivendo!). Una delle testimonianze più curiose che ho letto parlava di un italiano che annunciava con gioia l’assenza completa del razzismo in Messico. Diceva che essere straniero qui non provocava nessun tipo di reazione negativa. Il razzismo, diceva, non esiste in Messico.

Falsissimo. Il razzismo è molto, molto potente qui, l’unica cosa che cambia (e che lo rende “invisibile”) è il fatto che il razzismo messicano colpisce…gli stessi messicani. È un razzismo masochista.

Cos’è il razzismo? Verrebbe da dire che è “pensare di un certo popolo alcune cose negative, credere che tutti quelli di quel dato popolo/etnia/religione sono tutti uguali e trattarli di conseguenza”. In realtà il discorso è più complesso. Significa solo “dare a un intero popolo o gruppo umano alcune caratteristiche, e dire che queste si ripetono in ogni individuo di quel popolo”. Capite la differenza? Se io dico che i francesi puzzano, CHIARAMENTE è razzismo! Ma se io dico che i tedeschi sono tutti precisi onesti e grandi lavoratori…attenzione, ANCHE QUESTO È RAZZISMO! Sto dando al popolo tedesco (tutto il popolo) delle caratterisctiche impossibili. Ci sarà pur un tedesco sciatto e pressapochista!

Ecco quindi come il Malinchismo (si pronuncia “malincismo”) è, a tutti gli effetti, una forma di razzismo. Ma per poter essere chiaro, devo partire dall’inizio. Cos’è il malinchismo?

Il nome deriva da un personaggio storico realmente esistito, che potrebbe essere considerato (forse) una delle prime vere messicane, intendendola come rappresentante del Messico moderno, la Malinche (Malince). Questa ragazza era figlia di un capo locale, suddito del Mesoamerica, venne venduta come schiava e la portarono in un altro territorio (Tabasco, mi sembra). La ragazza parlava come lingua madre il nahuatl, la lingua degli aztechi, e imparò dutante la schiavitù la lingua maya. Quando Hernan Cortez giunse in Messico, ricevette come tributo (come tradizione) vari beni in oro e gioielli e vari schiavi, fra di loro si trovava anche La Malinche. Si resero conto che la Malinche parlava nahuatl, e a questo punto la ragazza divenne centrale nella politica con gli aztechi e di conseguenza nella Conquista. Infatti, La Malinche poteva capire il nahuatl, tradurlo in maya, che veniva poi tradotto in spagnolo da un secondo interprete, Geronimo de Aguilar, un naufrago che era stato catturato dai Maya. Capite? Per poter comunicare con gli aztechi, era fondamentale questa donna. La ragazza divenne presto non solo interprete ufficiale, ma anche amante del conquistador Cortez, tanto da assumere il titolo nobiliare nel nome, -tzin (quindi, Malintzin. Elena, lo ricordo dal libro de L’Azteco! :-D).

Ecco quindi il perché questa ragazza diede il nome a questa forma di razzismo: la Malinche era una nativa di questa terra che preferì allearsi con lo straniero invasore, non solo diventando complice ma anche parte attiva nell’invasione e distruzione del proprio popolo. Perciò, ogni volta che un messicano tratta “troppo bene” o sopravvaluta gli stranieri a danno del proprio stesso popolo o cultura, lo si può etichettare come malinchista. Ora la storiografia e il mito nazionale messicano considera la Malinche una traditrice (e ci credo!). Ma ciò non toglie l’importanza enorme che la donna assunse nella formazione del Messico moderno. Come dire che senza Giuda, non c’è un Cristo.

Guardate, i “lati positivi” potrebbero essere visti facilmente: come la grande ospitalità che offre il Messico a tutti i turisti e visitatori, la gentilezza che mostrano i messicani verso gli stranieri, il sorriso che sorge ogni volta che sanno o capiscono che non sei nato lì, e gli occhi gioiosi quando mi chiedono “De donde nos visita, joven?”. Ma un conto è essere il popolo più accogliente di tutti (gloria al Messico per questa splendida qualità), un altro è sottovalutare se stessi o i propri connazionali, per difendere o elogiare il primo idiota che è sceso dall’aereo!

Io in ogni classe cerco sempre di dare una valutazione oggettiva delle capacità e qualità di questa terra. I messicani non sanno che il proprio paese è all’undicesimo posto come potenza economica mondiale (l’Italia è nona). Non sanno o non credono che non tutte le università europee sono di buona qualità. Non sanno che sposarsi con uno straniero non significa “mejorar la raza” ( vi sembrerà incredibile, ma ho addirittura sentito questa spregevole, schifosa e odiosa espressione, per fortuna non nella mia famiglia).

Il malinchismo ha anche un risvolto professionale. Chi viene dall’estero,avrà abbastanza facilmente un lavoro nel terziario. Se si presentano per un lavoro di ufficio (o di scuola, ogni riferimento a cose e persone reali è  puramente casuale) 20 messicani e un europeo, l’europeo può stare abbastanza tranquillo. Se vi rendete conto, è l’esatto contrario di ciò che succede in Europa (e nel resto del mondo, credo).

Normalmente il malinchismo “funziona” con i nordamericani e gli europei, anche per quello ho potuto vederlo in prima persona. Spero solo che questo tratto del carattere messicano non diventi un ostacolo al pieno sviluppo di questa terra e di tutti i suoi cittadini.

Mi rendo conto che il tema che ho toccato è MOLTO spinoso, e spero di non aver offeso nessuno. Ho cercato di mantenere un discorso il più possibile neutro, riportando solo quello che ho visto e sentito, ma mi risulta inevitabile “scaldarmi”, dato che, lo ammetto, mi dà fastidio ogni forma di razzismo (malinchismo compreso). Chiedo scusa se ho urtato qualcuno, e resto disponibile per qualsiasi tipo di scambio di opinioni!

PS: per qualche giorno non potrò scrivere perché sto per fare un viaggio,…ma quando torno prometto che gli articoli riprenderanno normalmente!! 😉

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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8 risposte a Malinchismo, una strana forma di razzismo masochista

  1. consuelomurgia ha detto:

    La discriminazione è palese anche nella televisione messicana, basta vedere i presentatori e gli spot pubblicitari per rendersi conto che hanno quasi tutti un aspetto europeo, ben diverso da quello della maggior parte dei messicani che incontri per strada.

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