Dia de muertos (2) La ofrenda

Devo finire il discorso cominciato qualche giorno fa! Stavolta parlerò di cosa si fa il giorno dei morti dentro casa! La maggior parte delle famiglie messicane prepara un’ofrenda, cioè un’offerta, un altare casalingo. Prepararlo è abbastanza facile, si possono usare scatole di cartone o il tavolino del centro sala, o prepararlo sopra un mobile. Normalmente, si ricopre la superficie con una tovaglia o con della carta pesta, deve essere molto colorata. A dare un forte simbolismo sono però gli oggetti che si mettono sopra. In rappresentanza del fuoco, si accendono varie candele. In rappresentanza dell’acqua, se ne mette un bicchiere pieno. Per rappresentare la terra, si mettono vari frutti e/o semi, o del sale. Ci sono poi elementi che echeggiano alla morte, come delle calaveras (teschi) commestibili, di cioccolato, zucchero, amaranto o gommosi. 

  
Capite cosa si sta costruendo? È una rappresentazione in scala della Creazione! Altri elementi decorativi possono essere degli scheletri o delle tavole imbandite in versione ridotta. 

  Poi si può mettere la foto del defunto, o dei defunti della famiglia ai quali si vuole dedicare questa ofrenda. Si mettono anche dei cibi che erano cari al/ai defunti, se è un bambino possono essere dolciumi, se è un uomo adulto normalmente è la bibita alcolica che preferiva. Altri elementi indispensabili sono il cempasuchil, il fiore tipico di questo periodo, e il pan de muertos. Cos’è il “pane dei morti”? È una sorta di focaccia tipica di questa festa. Per simbolizzare la morte, ha nella parte superiore un “pallino” di pasta, che rappresenta un teschio, e da esso partono delle striscioline di pasta, che rappresentano le ossa. In pratica è un pane scheletro! Esattamente come per i nostri pandori o le colombe, esistono ora delle versioni più moderne, ripiene di crema o cioccolato ( Erika! Ricordo quando ne hai portata una a scuola, ripiena di cajeta, buonissima!). Ma anche l’originale è molto buona, somiglia davvero alla nostra focaccia come gusto.

Ecco, più o meno il risultato è questo, che sono le ofrenda degli anni 2013 e 2014 di casa nostra.

  

  
Come vedete è qualcosa di molto semplice, ma il risultato può essere anche enorme e elaborato,come le ofrenda che fa la famiglia di Davide, a Xochimilco:

   
 

Incredibile, no? 

Le ofrenda possono anche avere più piani, per esempio se ha tre piani rappresenta realtà aldilà e inframondo, se ne ha sette sono i passaggi obbligatori dell’anima, insomma la struttura dell’offerta riecheggia i miti e la religione precristiana. (Questa che vi mostro è stata fatta da una classe dell’Upvm Tultitlan)

  
La zia di mia moglie  dice che, una volta finita la festa dei morti, bisognerebbe gettare i prodotti commestibili. Dice che ha provato a mangiarli, ma il sapore è molto più debole perché i morti si sono nutriti dello spirito del cibo. Io ho mangiato il pane dei morti e i cioccolatini e i teschi di zucchero, e mi sono sembrati buonissimi. Sarà perché sono un insensibile. Mmmm no, probabilmente è perché sono un pinche tragón goloso (maledetto ingordo goloso). Nel prossimo articolo a tema dia de muertos, una mega carrellata delle ofrendas di Cu e Coyoacan!

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4 risposte a Dia de muertos (2) La ofrenda

  1. Elena ha detto:

    Den: il commento di tua zia è molto significativo. Infatti fin dall’epoca mexica è ancora oggi giorno nelle comunità indigene del Messico l’offerta di cibo alle entità extraumane (e per antonomasia quindi anche ai defunti) si realizzava per permettere loro di cibarsi del’aroma dei cibi caldi. Ciò che rimaneva veniva consumato poi dalle persone che però si accontentavano di mangiare un alimento che aveva perso il suo gusto e fragranza. È praticamente il mio attuale tema di posdoc…yeppa!

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  2. Manuel Torres ha detto:

    Ciao! Bellissimo articolo, grazie per parlare così bello del mio paese!! Io vivo adesso a Milano e mi sorge un dubio, il gusto della focaccia è salato e il gusto del pane dei morti è dolce, o c’è un tipo di focaccia che non ho sentito? Grazie! Auguri per il tuo blog!!

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    • merkaura ha detto:

      Grazie mille! 😀 in effetti per focaccia si può intendere la classica, cioè la salata, ma anche la focaccia Pasquale, che è più grande, più alta ed è dolce! Se cerchi la puoi tornare su google come immagine, o ti consiglio di assaggiarla la prossima settimana santa, se vuoi ricordare il pan de muertos 🙂

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  3. Pingback: Huazontle e amaranto, simili ma differenti | Estoy Messicando!

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