Titanomachia microbusera

Colline attorno alla capitale messicana, un martedì pomeriggio di marzo. Prendo un bus per raggiungere un pueblo, dove potrò prendere un secondo bus che mi porterà al posto dove posso dare la lezione. Il microbusero è particolarmente aggressivo, con la gente come con la guida. Ha fretta e dopo aver tagliato varie curve provocando infarti agli automobilisti che arrivano in senso contrario, raggiunge un collega e comincia a tampinarlo. Varie volte cerca di superarlo, e alla fine ci riesce: il “mio” microbusero (da adesso in poi Achille) supera il bus davanti, guidato da Ettore. Ringalluzzito dalla propria evidentissima prova di mascolinità, prosegue la sua mortale corsa. All’improvviso, colpo e di scena: Ettore piomba da sinistra e supera Achille. No no, non si fa, a essere in pericolo è la dignità del microbusero. Achille ce la mette tutta, taglia criminalmente la strada a Ettore, obbligandolo a frenare per non smaltarsi contro la fiancata achillea, e “giustizia è fatta”. Si tranquillizzino le dame a bordo: chi guida è un Vero Uomo. Se volete essere fecondate dopo, aspettate che arrivi a destinazione e mettetevi in fila. 

Ma pure Ettore ha le palle quadrate. Stanco di essere superato impunemente, compie “l’ardito gesto”: per l’ennesima volta supera il “mio” Achille, e non contento si mette di traverso, bloccando le due corsie. E frena. Blocca il traffico per una trentina di secondi, ma soprattutto pone in dubbio la qualità e la dimensione dei genitali achillei. Poi, riprende la marcia, tronfio come un rospo. Ma questo è troppo, e l’onta non potrà essere lavata facilmente. Achille supera ancora una volta Ettore, blocca le due corsie e…scende dal microbus. Si è superato il limite: non sarà più sufficiente insultare le rispettive madri per soddisfare l’ego del ridicolo machito. No, si passa alle mani.
Gli dei, nelle rispettive sedi ultraterrene, interrompono il proprio ozio celeste, ponendo attenzione all’apocalittico conflitto che sta per iniziare. Flora e Fauna partecipano con attenzione. I pianeti rallentano. L’intera Esistenza sporge, in attesa del verdetto dei colpi.
Achille tuona: “Bajate cabroooooon”
Ettore rimbecca: “Aquí te espero mariquitaaaaa” entrambe le frasi hanno la vocale finale allungata, tipica chilanga. 
Achille si lancia nel microbus avversario, e comincia la lotta. Una gragnola di pugni si scaraventa su Ettore, che subito parte male, ma codesto poi solleva le gambe, a metà per difendersi e a metà per scalciare come l’asino che effettivamente è, ribaltando per qualche attimo l’equilibrio dello scontro. Los putazos (i cazzotti) volano come baci fra fidanzatini delle scuole medie. 
Avvinto dalla lotta, perdo qualche secondo poi decido prudentemente di scendere dal bus e avviarmi a piedi. Un microbusero incazzato (o parzialmente ferito) non è mai un buon guidatore. 
Dopo dieci minuti di camminata, vedo che un bus mi supera, e pochi secondi dopo un altro. La titanomachia è dunque conclusa. Sono ignaro del vincitore, ma un risultato è certo: la Ruta 43 ha un nuovo Re. Viva il Re. Viva il Re. Viva il Re.
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2 risposte a Titanomachia microbusera

  1. Darío ha detto:

    Magistrale! Grazie per il divertimento 😀

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  2. Laura Contreras ha detto:

    Jajajajaja no paro de reír!!! Tienes el don de convertir un hecho vergonzoso en un momento divertido, creo que no volveré a ver las carreras entre microbúceros de la misma forma.

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