Le occasioni che ci creano (e ci disfano)

Vi siete mai fermati a pensare a ciò che vi ha condotto dove siete (o che vi ha fatto COME siete)? Se ci provate anche solo una volta, è un esercizio affascinante. Non so se avete già visto il film Sliding doors, parla di una ragazza che corre per prendere la metro e a quel punto la storia si divide: in un universo lei prende la metro, nell’altro non ci riesce. Bè, questo scatena una serie di reazioni a catena che porteranno una ragazza molto felice, e l’altra…bè, non finisce tanto bene.

Sono sempre stato affascinato da queste concatenazioni. Per esempio, mi ha raccontato mia nonna che mio papà quando era giovane si era messo d’accordo con un amico per andare a una sagra, e questo suo amico doveva presentargli una ragazza. Questa ragazza ha poi avuto un problema, mi sembra di ricordare che era ammalata, quindi l’amico ha portato una “sostituta”. La sostituta era mia mamma.
Ecco quindi come ogni più piccola scelta, non scelta o evento casuale può avere conseguenze enormi, si chiama l’effetto farfalla. Quando avevo 19 anni, ho cominciato fiducioso l’università, studiando archeologia. Dopo 4 mesi, alle porte della sessione d’esame, mi son reso conto che quella scienza non faceva per me. Mi ero fatto un solo amico in tutto quel periodo, e ho scelto di abbandonare gli studi. Terribile colpo per la mia coscienza perché avevo perso la bussola. Sono quindi andato a lavorare per qualche mese, come operaio e come saldatore industriale. Lasciatemelo dire, sono un PESSIMO operaio. E sapete come si dice, no? Chi non sa fare, insegni! Fu così che l’anno seguente riprovai l’università con storia. Un’altra volta avevo pochissima stima perché mi sembrava di cominciare tutto e non finire nulla. Ma stavolta ce l’avrei messa tutta e infatti ho attenuto dei risultati molto buoni in tutti gli esami, perché ormai sapevo quale era l’alternativa. Non solo, fu all’università che conobbi alcune delle persone più importanti della mia vita. Oltre che la rampa di lancio per il Messico 🙂
Ricordo ancora molto bene, prima di una lezione di storia greca ero entrato in classe con anticipo e avevo visto che qualche posto più in là una ragazza stava pure lei sola, quindi ho attaccato bottone chiedendo se si era già procurata i libri di testo. Bè, lei divenne la mia migliore amica, Claudia, e nonostante un oceano ci separi (lei ora vive in Germania) continua ad essere una persona fondamentale per me. Ciao Claudia! So che leggi! E smetti di sorridere! 😀
Ad una festa che Claudia aveva organizzato mi ha presentato una sua amica di infanzia, Elena. Anche lei è diventata ben presto una carissima amica, ed è antropologa del mesoamerica…vedete già il collegamento? 
Un’estate di tre anni dopo, ero andato al mare con altri amici universitari come Andrea e Eleonora. Mentre una restava tipo lucertola ad abbrustolirsi, io e Andrea siamo andati a camminare lungo la spiaggia e gli ho rivelato che avrei cercato di migliorare il mio spagnolo per dare un po’ di speranza alle mie scarsissime prospettive di lavoro future. Avevo in mente che, con lo spagnolo, avrei avuto un gran mercato considerando che la Spagna e mezzo continente lo parlava. Ho comunicato questa idea a Elena, che era già andata in Messico e aveva fatto qualche amicizia. Una sera che stavo al pc vedo una richiesta di amicizia di un contatto straniero, chiedo a Elena e lei dice che è una ragazza che gli ha consigliato un amico, che vuole migliorare il suo italiano. E così è cominciato tutto! Ho conosciuto la mia attuale moglie!
Vi rendete conto? Se avessi studiato bene per gli esami di archeologia…non sarei in Messico. E non avrei neppure presentato ad Andrea la sua attuale ragazza, una carissima amica messicana. BUM. 
Ora tocca a voi! Pensato a ciò che vi ha portato dove siete e ad essere ciò che siete. A quella volta che avete scelto una discoteca invece di un’altra, a quella persona che avete conosciuto per caso, a quel messaggio che sembrava così innocuo. Dà le vertigini ma è bellissimo vedere quante piccole cose hanno conseguenze fatali (nel senso del fato) se viste dal “poi”. 
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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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7 risposte a Le occasioni che ci creano (e ci disfano)

  1. consuelomurgia ha detto:

    Io sono laureata in lingue, inglese e tedesco. Nel 2005 ho vinto una borsa di studio per un corso di tedesco a Vienna e le mie compagne di appartamento erano spagnole, così come la maggior parte degli studenti del dormitorio. È stato così che ho imparato le prime frasi in spagnolo e una volta tornata a casa ho voluto approfondire questa lingua. Una mia corrispondente tedesca era fidanzata con un messicano ed è stato lui a consigliarmi di creare il mio profilo su Hi5 dove sono stata contattata dal mio attuale marito, messicano anche lui ma che non conosceva affatto il ragazzo della mia amica. Il mio attuale marito non si era reso conto che io fossi italiana, visto che mi chiamo Consuelo, ma abbiamo iniziato a scriverci e, dopo 3 anni di fidanzamento a distanza in cui ci vedevamo di persona un paio di volte l’anno, nel 2009 ci siamo sposati e da allora viviamo in Italia e nel 2013 è nata nostra figlia Maya.

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    • Elena ha detto:

      Tutto vero Den…fa paura a pensarci ed è affascinante tutto ciò…però con me non funziona D: ! Ho deciso che volevo fare e vivere quello che attualmente sto vivendo quando avevo 13 anni…D: ! Non so se è tanto normale!! Forse sono l’eccezione che conferma la regola!

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  2. Apocalyps Force ha detto:

    …fortissimo questo post…in effetti, le concatenazioni della vita ,inizialmente inaspettate, dopo creano un mondo che mai ci saremmo aspettati….

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  3. rita ha detto:

    E se non fossi andato in Messico ad insegnare italiano a una direttrice della Crhisler forse Silvia non avrebbe lavorato lì e se non parlasse meglio degli altri l’italiano probabilmente ora non sarebbe qui in FIAT, pensa un pò quanti fatti si correllano!

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    • conservatore1 ha detto:

      A volte i percorsi della vita sono davvero incredibili; chi l’avrebbe mai detto che tu avresti trovato l’amore e il lavoro dall’altra parte dell’oceano? Le tue scelte hanno influenzato anche la mia esistenza, in un modo assolutamente inaspettato e positivo. “Homo faber fortunae sue”: l’uomo è artefice del proprio destino. In mezzo c’è anche un pizzico di casualità e di fortuna; ma è comunque tutto correlato, in modo a volte misterioso.

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  4. conservatore1 ha detto:

    * “Homo faber fortunae suae”: mi correggo subito per non subire le ire dei puristi della lingua latina 😀

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  5. Darío ha detto:

    Confidenza per confidenza, su come ho sposato mia moglie… Per sommi capi: a vent’anni volevo fare il pilota, quindi sono stato otto mesi a Londra per imparare l’inglese e poi via in Florida per un anno per frequentare la scuola di volo (esperienza fantastica, anche perché lavoravo a Disney World). Rientrato in Italia, cambio medico e mi scoprono daltonico (caxxo). Fine dei sogni di gloria, basta pilota. Che fare? Conosco le lingue, proviamo Scuola Interpreti (lingue inglese e spagnolo). Laureato, la mia parte spirituale ha il sopravvento e voglio partire missionario. Si ma dove? I missionari del Pime mi propongono il Messico, dato che è la loro unica missione ispanofona. Va bene, Messico sia. E lì conosco la ragazza più dolce e carina della parrocchia, che è ora mia moglie, madre dei nostri due splendidi figli! La mia farfalla aveva le ali potenti 🙂

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