La piñata!!

Oggi parlerò di un articolo famosissimo del Messico, la piñata!!

Cos’è la piñata? Noi in Italia la conosciamo grazie a film, per la maggior parte gringos, dove si vede un gruppo di bambini che prendono a bastonate un “qualcosa” tenuto su da una corda. Sì, il concetto è abbastanza vicino alla realtà. Con qualche differenza però!

Cominciamo dal nome: come tutti gli italiani sanno, pignatta significa pentolone, e infatti dall’italiano deriva il nome di questa tradizione, piñata si pronuncia infatti “pignata”. Dove sono nate? Recipienti che venivano alzati e bastonati con gusto si sono manifestati in tutto il mondo, dalla Cina, all’Italia, alle Americhe. Avevo letto in una rivista di un popolo precolombiano che aveva una sorta di proto-piñata ma non riesco più a trovare la citazione. Comunque, sta di fatto che mentre questa tradizione scompare o si eclissa in tutto il mondo, nel Messico si rafforza tanto da diventarne uno dei simboli nazionali. Informale, chiaro. Mai nessuno si è sognato di mettere una piñata nella bandiera!

Com’è fatta? Ci sono almeno due tipi di piñatas: quelle con l’interno in barro (terracotta) e quelle in cartone e cartapesta. Come vi potete immaginare, quelle di terracotta sono molto più facili da rompere, mentre quelle in cartone sono BASTARDE, bisogna pestarle forte per riuscire a farle esplodere. Riguardo alla forma, poi, ci sono tantissime varianti. La classica ha una forma rotonda centrale da cui partono sette coni di cartone, sono molto colorate e ricoperte da cartapesta, sempre di cartapesta sono delle strisce che pendono dai coni e dalla piñata stessa. Esistono però altre piñatas a tema politico, di attualità o di costume, per esempio ho visto piñatas che avevano una somiglianza inquietante con il presidente.1031288 E poi, la classicissima piñata Darth Vader, di chiara origine precolombiana.
la foto
Significato: nonostante l’ambiente e la “procedura” festaiola, l’origine della piñata classica è religiosa. Sono stati infatti i missionari agostiniani a introdurla come metodo per trasmettere alcuni concetti della dottrina cattolica. I 7 coni sono infatti i peccati capitali, i colori sgargianti sono le tentazioni del mondo, il bastone è l’aiuto divino e il ripieno è la Grazia divina. Quindi, si leggerebbe così: Grazie all’aiuto divino (bastone) possiamo eliminare i peccati capitali (coni) e evitare le tentazioni (colori e striscioline) per raggiungere la Grazia divina (la pioggia di frutti e caramelle). Tadaaaaaaaaaaan!!

Ripieno: le piñatas tradizionali avevano all’interno varia frutta di stagione e leccornie (per l’epoca), come ad esempio mandarini, arachidi, jicamas -una sorta di verdura (???)che sa da…da niente! – pezzi di canna da zucchero. Ora, immaginatevi che un bambino viziato cominci a colpire la piñata e, al colmo di questo orgasmo di violenza incanalata, viene premiato da una pioggia di mandarini spappolati e arachidi mezze rotte. Sicuramente prenderebbe il bastone e comincerebbe a picchiare i bambini circostanti per la frustrazione, altro che premio! Ma come sempre questo giudizio è possibile solo perché viviamo in una società di spreconi, dove tutto è facilmente acquistabile e dove i dolci sono a portata di mano in una varietà enorme. Non era così fino a 50-40 anni fa. Ancora oggi si possono quindi fare delle piñatas tradizioni con ripieni di frutta e altre piñatas moderne, con caramelle e dolciumi vari, molto più contese e desiderate.

Procedura: la piñata viene innalzata con una fune e la gente si mette tutto attorno, in un cerchio (tipo). La persona che tiene la fune deve saperla manovrare perché la piñata deve poter “ballare” nell’aria, rendendo più difficile colpirla. Allora viene chiamato uno a colpire per primo, in genere ha un senso, tipo dal più giovane al più vecchio e così via. La persona viene bendata e comincia a colpire, ma ha un tempo preciso, scandito da una canzone tipica, eccola!

il testo dice:
Dale dale dale (dagliene dagliene dagliene)
no pierdas el tino (non perdere la mira)
porque si lo pierdes (perché se la perdi)
pierdes el camino (perdi il cammino)
ya le diste una, ya le diste 2 (gliene hai data 1, gliene hai date 2)
ya le diste 3 y tu tiempo se acabò (gliene hai date 3 e il tuo tempo è scaduto)

Quindi, bisogna cercare di colpirla in quei 7-10 secondi che hai a disposizione. La difficoltà può essere modificata: con o senza benda sugli occhi, con piñata ferma o svolazzante. La gente attorno dà suggerimenti, tipo più in alto, dietro, a destra, quando la piñata sta svolazzando. In teoria. Perché sinceramente è anche bello vedere un disgraziato che colpisce violentemente il nulla mentre la piñata se ne sta dietro di lui. Quindi anche il “pubblico” può suggerire male per aumentare la difficoltà.
Come sicuramente immaginerete, le prime cose a cadere sono i coni. Questi vengono subito raccolti perché diventano comodi contenitori per i premi che cadranno dopo. Quando finalmente qualcuno riesce ad aprire una breccia nella piñata, i dolci cominciano a cadere e di solito basta un colpo di grazia per romperla completamente. A quel punto, si scatena l’inferno. Non esistono più amici, non esistono fratelli. Tutti si gettano a raccogliere i premi, accalcandosi, rubandosi sotto il naso le caramelle. Una zia di mia moglie si è gettata fra i bambini e non c’è età che tenga, lei si è buttata a pesce per coprire e raccogliere tutto con le due braccia. L’unico tonto è quello con il bastone che resta con la benda per quella frazione di secondo sufficiente a fargli perdere le cose più buone. Gli resteranno arachidi e qualche caramella mezza scartata, se va bene. Mia suocera mi ha raccontato che quando era bambina, il tizio che doveva muovere la piñata era in cima alla terrazza ubriaco, e ad un certo punto è caduto, facendo cadere anche la piñata che si è quindi rotta. Tutti i bambini hanno cominciato a raccogliere i dolci da SOTTO IL CORPO DEL SIGNORE CHE AVEVA PERSO I SENSI. Vi dico: non ci sono regole né dignità.
In genere il dopo-piñata lascia per terra pezzettini di cartapesta colorata, caramelle mezze schiacciate, bucce di arachidi che sono esplose per i colpi. La mattina successiva di fronte casa mia mi aspetto sempre di trovare un’orgia di scoiattoli.

Quando? A differenza di quel che si crede dai film, non sono i compleanni le occasioni più tipiche per le piñatas. Le piñatas si vendono infatti in quantità enormi prima di Natale, in occasione delle posadas, una serie di feste (di cui parlerò in un articolo) che ricordano il viaggio di Maria e Giuseppe in cerca di un rifugio. E poi chiaro, alcuni compleanni di bambini possono essere festeggiati anche con delle piñatas. Ma ricordate, non è una cosa da bambini, non c’è età che tenga!

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5 risposte a La piñata!!

  1. Gaby ascobereta ha detto:

    Una corrección, no pierdas el tino no quiere decir non perdere la pentola… Porque en México el tino se traduce en italiano “la mira” non perdere la mira… El tino en español de Mèxico no existe, se dice la tina.

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  2. jacopo ha detto:

    Che poi esiste pure la versione estesa della canzone della piñata, ma é veramente trooppo lunga! Una cosa tipo las mañanitas per capirci, ma una parte di questa in genere si usa come “intro” della versione ridotta, il famoso “No quiero oro, ni quiero plata, yo lo que quiero es romper la piñata!”

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