Leggende del centro storico

Giovedi stavo andando per il centro con mia moglie e mia suocera, stavo provando per la prima volta a fare il giro delle “Siete casas”, una tradizione di Settimana Santa nella quale uno deve entrare in sette chiese durante il Giovedì Santo. La pioggia ci ha interrotto, quindi siamo andati in un Vips per un caffè (è una caffetteria un po’ cagona). Mentre eravamo lì seduti, mia suocera mi indica una chiesa che è un po’ più avanti, e mi dice che è la famosa chiesa dei “santos arrodillados”. Non ne sapevo nulla, quindi ha colto l’occasione per raccontarmi alcune delle leggende del centro storico di Città del Messico. Eccole!

I santi inginocchiati
La chiesa che mia suocera mi voleva indicare è quella in un angolo di piazza Santo Domingo, la piazza dove si vendono documenti falsi. In questa chiesa, di Santa Catalina, un sacerdote dava messa durante l’epoca della colonia (1500-1800). Questo sacerdote era famoso per la sua fede profonda, ma ultimamente si comportava in maniera strana, mangiava sempre meno e si vedeva molto sciupato, quasi sconvolto. La gente vedeva che il sacerdote restava in chiesa fin dopo mezzanotte e sentiva strani rumori dentro. Come sempre, ognuno cominciò a pensare a cosa poteva fare da solo nel mezzo della notte. La curiosità portò due persone a chiudersi in chiesa nel confessionale, aspettando a vedere cosa succedeva. Allo scoccare della mezzanotte, i due videro che il sacerdote rimaneva in preghiera, ma cominciarono a notare che, ad accompagnarlo nella preghiera, lo stavano raggiungendo tutti i santi. Le statue dei santi e dei martiri, infatti, scesero dagli altari e dai capitelli per mettersi a pregare dietro a lui. 
La manchincuepa
All’inizio del Settecento viveva a Città del Messico un ricco borghese che era afflitto da varie malattie. Per aiutarlo nella parte finale della sua vita, arrivò una nipote. Questa, anche se gli portava le medicine e passava il tempo con lui, a fatica cercava di nascondere lo schifo e il fastidio che sentiva nel compiere questa “fatica”. Finalmente, il borghese morì. Alla lettura del testamento, risultò che avrebbe lasciato tutto alla nipote…a condizione che avesse fatto una “manchincuepa”, in piena piazza e con pubblico, altrimenti tutta l’eredità sarebbe andata ai francescani. Cos’è una manchincuepa? È un termine antico per indicare…una capriola che finisce restando col culo all’aria. La ragazza doveva farla portando gonna e calzoni corti (come dire mutande). Questo chiaramente venne progettato per colpire a fondo l’orgoglio della ragazza. Pur di prendere l’eredità, la ragazza dovette quindi affrontare la manchincuepa, e il pubblico gridava “Otra! Otra!”. Alla fine, salì in carrozza per andarsene, lungo una strada che ancor oggi è conosciuta come calle della manchincuepa.
“Sono le undici…”
Un uomo era sposato con una bellissima donna, ma invece che esserne felice, era sempre gelosissimo di lei. Ogni volta che usciva, pensava che la moglie avrebbe colto l’occasione per tradirlo. Fu così che cominciò ad appostarsi fuori casa per cogliere nel fatto l’ipotetico amante mentre arrivava per “fare visita” a sua moglie. Vide quindi arrivare un uomo lungo la strada dove viveva con la consorte. Si avvicinò quindi e gli chiese: 
“Che ore sono?”
“Sono le undici, signore”
“Suertudo usted que sabe la hora exacta en que va a morir” (fortunato Lei che conosce l’ora in cui morirà)
Detto questo, lo pugnala a morte. Per questo mia suocera mi ha suggerito di non rispondere mai di notte a chi ti chiede l’ora (sorriso malefico tipico di suocera)
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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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