Decisioni

Come un bamboccio di 26 anni, ingenuo e con una formazione umanistica (quindi “inutile” per la maggior parte del genere umano) può passare da vivere in un paesino di campagna di 7000 persone a una metropoli immensa e cannibale, e non solo sopravvivere ma addirittura trovare un buon “nido” e arrivare al punto straordinario di essere orgoglioso di se stesso? Mi son reso conto che ho lasciato un po’ da parte la parte biografica del mio blog, quindi vorrei un attimo riprendere il filo. Magari alcuni diranno “Ma che palle”, liberissimi, e anzi, avete il mio appoggio! Saltate questo articolo e aspettate l’uscita del prossimo! 😀

Per tutti gli altri…sono arrivato a Città del Messico nel gennaio del 2012, con il biglietto di ritorno in febbraio. Era quindi una “vacanza esplorativa”. E come tale, all’inizio l’ho vissuta: un mese di viaggetti esplorativi e i primi contatti con un cibo stranissimo. Mia (attuale) moglie mi offriva di tutto e chiedeva se mi piaceva, e io rispondevo…”Non lo so!” 

Dove vivevo? A casa della mia attuale suocera. Ho passato quindi un periodo su un materasso, ospite della famiglia messicana della mia (all’epoca) ragazza. Sapevo la regola dell’ospite che puzza come il pesce dopo pochi giorni, quindi cercavo di rendere la mia presenza la meno pesante possibile! Dopo alcuni giorni ho però cominciato a cercare lavoro, e ho scoperto che il problema era che non avevo il formato migratorio. Con tanta fatica sono però riuscito ad avviare la pratica (all’epoca uno poteva arrivare come turista e fare il cambio a lavoratore, ora non si può più). Per avviare la pratica, ho dovuto consegnare il mio passaporto a Migracion. Nel frattempo si avvicinava la data di febbraio, la data del “ritorno” in Italia. Quindi, dilemma enorme: o tornavo in Italia, chiedendo a Migracion di restituire il passaporto e mandando in mona tutto il processo per avere la fm3 (formato migratorio), o…posticipare il ritorno in Italia. In realtà, ero già consapevole che quel “posticipare” era  il passo decisivo per cambiare “el rumbo” della mia vita. Quindi, ho raccolto le palle, e, cosa che ho fatto pochissime volte in vita mia, ho preso una GRANDE decisione. Ho scelto di dare una possibilità al destino e alla mia voglia di farmi una vita differente e dignitosa. Ho quindi parlato a mia (attuale) suocera, e le ho chiesto se, per favore, mi avrebbe potuto ospitare per un altro po’ di tempo. Ammetto che avevo quasi lacrime agli occhi, ero nervoso e avevo il groppo alla gola. Ma allora, mia suocera mi ha fatto una domanda incredibile e che non prevedevo. Non mi ha parlato di problemi tecnici, mi ha chiesto: “Pero a usted… le gusta Mexico?”

Ecco. Tutto si riassumeva a questo: mi piace il Messico? Ho avuto un attimo di bilancio mentale e …SÌ! Lo conoscevo da poco, solo due mesi, ciononostante avevo già notato i suoi punti più evidenti: dal punto di vista organizzativo è abbastanza un macello, è rapido, aggressivo, imprevedibile, informale, rumoroso, ma soprattutto…VIVO. Qui la vita scorre sul serio, tutto si muove e pure tu, se non vuoi venire trascinato via! Qui sì, uno può cercare di costruirsi una vita. Avevo anche la fortuna IMMENSA di avere l’appoggio di una famiglia che mi ha aiutato e confortato in tutto. A un oceano di distanza dalle mie radici, e ciò malgrado, non ero solo. Non lo sono mai stato. 

Sono quindi andato all’agenzia di Iberia e ho sborsato un disastro di soldi per cambiare la data del ritorno e l’ho programmata per Settimana santa, guadagnando così quasi due mesi. In pochi giorni, ho avuto la mia fm3, il mio permesso di soggiorno messicano. Ero felicissimo, potevo costruirmi la mia vita, la nostra, dato che speravo di poter dare una forma più stabile e matrimoniale alla relazione con la mia ragazza. In 4 giorni avevo già il mio primo colloquio di lavoro con permesso di soggiorno, che superai brillantemente. Al secondo colloquio, per definire alcuni dettagli, cominciò la trasformazione: mia moglie mi disse che non potevo presentarmi come professore…così come ero. Ho quindi tolto il piercing e l’orecchino che avevo, ho accettato di lasciarmi crescere i capelli, all’epoca me li rasavo. E ho portato camicia e cravatta. Sinceramente? Credevo che l’ultima volta fosse stata alla cresima, e probabilmente avevo ragione. Appena arrivato a Santa Fe per il secondo colloquio ho però avuto conferma agli sforzi, la direttrice della scuola di lingue mi guardò da cima a fondo(letteralmente) e commentò, a voce bassa ma in modo che la ascoltassi: “Mucho mejor…”.

Ho quindi mandato un sacco di Cv a annunci di lavoro che leggevo in internet. Pochi giorni dopo stavo facendo un giro dentro la Catedral con due amiche che erano di visita (Elena e Claudia, ciao se state leggendo!! Vi voglio bene!) quando mi chiama un numero sconosciuto, seconda offerta di lavoro. Altro colloquio, altro successo, l’unica domanda seria è stata riguardo all’offerta del pagamento, erano preoccupati che non accettassi per la paga bassa. Per me invece andava benissimo, perché tutto fa esperienza. E così avevo due lavori. 

Vado in Italia per due settimane e saluto tutti, avvisando che la vacanza si sta trasformando in qualcosa di “differente”.

Poi mi conferma anche l’università di Tultitlan per corsi i sabato, preso anche quello. Capite? 40 giorni con l’fm3 e avevo già tre lavori. Guadagnavo bene? Assolutamente no, ma era l’inizio, e mi ha trasformato in un buon professore, ho raffinato il mio metodo, ho imparato a evitare errori e mi sono reso conto che come professore sono molto più simpatico di come sono di persona, o almeno credo. Sono fondalmentalmente timido, ma quando mi alzo in piedi di fronte alla classe, mi trasformo, faccio battute, VOGLIO DIVERTIRLI. Insomma, questo paese mi ha mostrato un lato che non conoscevo della mia personalità e, sul serio, mi piace! GRAZIE MESSICO!

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3 risposte a Decisioni

  1. Laura Contreras ha detto:

    Muchas Felicidades!! Es extraordinario este artículo, y me ha conmovido mucho, comparto contigo esa sensación de incertidumbre, de miedo, y de valor, y confirmo el hecho de que no es fácil dejar a tu familia del otro lado del mundo, creo los primeros meses en otro lugar son los más duros, sin embargo es justo en esas situaciones donde demuestras de que estas hecho.
    Te felicito por conquistarte y no rendirte, por ser lo suficientemente positivo y ver las oportunidades donde otros verían tropiezos, eres un gran ser humano y te agradezco de nuevo por ser una pequeña candela en ésta obscuridad cibernética, donde millones como tú iniciamos nuestra propia aventura y nos ponemos a prueba para lograr un día conquistarnos a nosotros mismos y conquistar cada uno de nuestros sueños, como has hecho tu.
    Saludos y Éxito en todo lo que emprendas!!

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  2. rita ha detto:

    anche se siete lontani e mi mancate sempre sono felice lo stesso perchè ti sento felice e soddisfatto della tua vita e di quello che fai, un grande abbraccio virtuale a te e Silvia!

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  3. consuelomurgia ha detto:

    Non è per niente noioso quello che racconti, anzi! E poi sarà anche perché sono “chismosa” come direbbe mio marito, ah ah.

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