“Nos salió güerito, el emperador!” Massimiliano: dall’Austria con furore

Stavolta voglio parlare del biondone, L’Imperatore messicano (austriaco) Ferdinando Massimiliano. Fratello di Francesco Giuseppe Asburgo che era  imperatore dell’impero austro-ungarico (Checo Bepi per i sudditi veneti) stava governando le regioni italiane per conto del fratello (Lombardia Veneto e Friuli) quando ricevette, nel 1859, una delegazione di monarchici messicani. Questi messicani stavano percorrendo tutta l’Europa offrendo il proprio paese a vari nobili europei. Stavano cercando qualcuno da inviare a governare come Imperatore, abbattendo la presidenza di Benito Juarez. Dopo vari No, finalmente incontrarono qualcuno interessato, Massimilano d’Asburgo e la moglie Carlotta. Notare che la Signora aveva scelto come proprio nome Carlotta (con due t), per mostrare quanto le piacesse la lingua e la cultura italiana. Accettata l’impresa e rincuorati dal fatto che sarebbero stati accolti a braccia aperte e che la popolazione odiava il presidente Juarez, cominciarono a “fare i compiti”. Studiarono storia, geografia, fauna e flora, costumi e usanze del Messico e prendevano ogni giorno lezioni di spagnolo. Massimiliano chiamava quello che vedeva come il proprio futuro popolo “mis mexicanitos”. Il fratello, imperatore d’Austria, gli fece firmare un documento pesantissimo: una volta imbarcati, Massimiliano avrebbe dovuto rinunciare a qualsiasi tipo di eredità o di diritto al trono in quanto Asburgo. Come dire, se parti, restaci. 

Dal castello di Miramare, Trieste, partirono per il Messico. Prima di cominciare gli impegni ufficiali, però, Massimiliano scelse di cominciare la propria nuova vita in perfetto stile Nobile Europeo, con un Puttantour. Viaggiò per le Americhe provando i “frutti locali”, ma questa vacanza non gli fu di buon auspicio. Da una schiava nera di Brasile contrasse infatti una malattia venerea incurabile. Questo “raffreddò” la relazione coniugale con Carlotta. Risulta infatti che per tutto il tempo che passarono in Messico, Massimiliano e Carlotta non dormirono MAI nella stessa camera. 



Arrivando a Citta del Messico, furono accolti trionfalmente, la gente nelle strade e 3 giorni di feste. Quando però cominciò il vero lavoro di imperatore, le cose non andarono cosi bene. Per mostrare che non voleva vendette, si circondò di liberali e conservatori, facendo tutti scontenti. Creò un protocollo di riti e etichette pesantissimo e degno di casa Asburgo, ma sprecando le risorse dello Stato, che già da sole erano disastrose. Il papa inviò un delegato per ristabilire i privilegi che aveva la Chiesa Cattolica e proibire tutte le altre religioni, ma Massimiliano scelse di mantenere la libertà di culto, favorendo la religione cattolica ma senza esagerare. Con Carlotta, emanarono una legge in difesa della vita dell’indio, ma come molte altre leggi contro la schiavitù del periodo, fu solo carta inutile, non venne mai applicata. Fece e disfece vari gabinetti e gruppi di lavoro per le questioni statali, ma la pesantezza e la lentezza di tutto l’apparato rendeva inutile e anzi dannoso questo ploriferare di corpi politici. Dopo tre mesi di “governo”, decise di partire in viaggio per conoscere meglio il Paese, senza lasciare nessun sostituto né qualche progetto di governo in sua assenza. Carlotta prese il potere e lo sostituì mentre era in viaggio. Questi viaggi si ripeterono piu volte. Se Massiliano voleva dare l’idea di essere tranquillo e fiducioso, mostrava invece di essere indifferente o incapace ai politici e generali che lo circondavano.

La coppia imperiale, dopo un primo periodo passato nel Palacio Nacional, nel Zocalo, scelse di vivere nel Castillo di Chapultepec, un bellissimo castello in mezzo ad un bosco, che dotarono di Osservatorio astronomico e che decorarono in stile francese. Per poter arrivarci meglio, costruirono il Paseo del Imperatriz, che oggi si chiama…Reforma. 

Oltre agli affari di stato, pure la pace familiare non andava bene. Massimiliano si trovò ben presto un’amante a Cuernavaca, una città vicina alla capitale. Ogni volta che andava a trovarla, diceva alla moglie che “andava a caccia di farfalle”. Sto marpione.

L’unica cosa che lo manteneva al potere era l’esercito francese che occupava il paese. Quando la Francia cominciò a pensare al ritiro nel 1866, Massimiliano cercò di correre ai ripari chiedendo altri aiuti, e Carlotta partì per l’Europa per perorare la loro causa ma fu inutile. Non solo inutile: quando Carlotta sbarcò in Europa, era diventata matta (letteralmente). Secondo un’ipotesi, Carlotta sarebbe impazzita a causa dello stress estremo,ma un’altra è ben piu succosa. Carlotta era incinta. Probabilmentre potrebbe aver approfittato dei lunghi tempi del viaggio per ultimare la gravidanza. Oppure era stata avvelenata, per farla abortire o per toglierla di torno. Fatto sta che toccando terra europea era matta come un cavallo. Mentre era a Roma, mangiava solo le uova di una gallina che portava sempre con sé e beveva solo l’acqua che raccoglieva personalemente dalle fontane romane. Per essere ricevuta dal papa, urlò come un’ossessa e una volta a colloquio col Santo padre infilò le dita dentro la tazza della cioccolata del Pontefice. Morì moltissimo tempo dopo, nel 1927, dopo 61 anni di demenza, parlando ad un manichino fatto di pezza che chiamava Max.

Il governo repubblicano di Juarez nel frattempo, aveva cominciato a rinconquistare le regioni del Messico, e Massimiliano venne catturato a Queretaro nel 1867. Fu fucilato pochi giorni dopo. Fine? NO! Il corpo subì varie mutilazioni e parti come le trippe e gli occhi “scomparirono” e diventarono probabilmente reliquie. Probabilmente le trippe di Massimiliano hanno avuto più fortuna e durata che l’imperatore stesso!

Immagini da http://quitrieste.it/carlotta-del-belgio-cronologia/http://sissiludwig.forumfree.it/?t=28042962

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Storia e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a “Nos salió güerito, el emperador!” Massimiliano: dall’Austria con furore

  1. rita ha detto:

    non sapevo che la storia italiana e quella messicana si fossero intrecciate! Hai trovato l’occasione per riprendere la tua grande passione, studiare la storia.

    Mi piace

  2. Darío ha detto:

    Interessante visitare il castello di Miramare (che si trova a una quarantina di km da casa mia) e trovare segni, simboli (l’aquila e il serpente), stemmi e motti (“Equidad en la Justicia”) riferiti al Messico. Si era preparato bene il ragazzo e aveva pensato a tutto. Ci credeva veramente! Peccato che fosse fuori tempo e che il Messico avesse proprio bisogno in quel periodo storico di far valere con orgoglio la propri indipendenza, in favore dell’allora fragile unità nazionale e a scapito delle trippe imperiali…

    Mi piace

  3. Darío ha detto:

    Spero riescano a mandarti qualche foto di straforo (non si possono fare), sarebbero un ottimo corredo per il tuo post.

    Mi piace

  4. Pingback: La “Intervención francesa”  | Estoy Messicando!

  5. Pingback: Las arras del emperador | Estoy Messicando!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...