The Walking Güero: i miei pellegrinaggi alla Villa

Ho fatto il primo pellegrinaggio alla Villa dopo un anno che vivevo qui. Mi stavano andando bene molte cose, perciò non mi sembrava male ringraziare “l’amor che move il sole e tutte l’altre stelle” o più prosaicamente la botta di culo estremamente sospettosa che stavo avendo. Mi son quindi messo in cammino, quasi completamente impreparato e senza altro aiuto che un occhio a Google maps prima di mettermi in strada. Certo, per andare a lavorare, e per il fatto che ho braccine di dimensioni ridottissime e voglio risparmiare fin l’ultimo peso, ogni giorno mi facevo un’ora, un’ora e mezza camminando per andare a lezione, quindi posso considerarlo allenamento, no? 

Mi metto dunque in strada alle 7. Vivo sulle colline a sud ovest di Città del Messico. La Villa, destinazione, è a nord est della metropoli. Già la topografia mi stava prendendo per il culo. Incurante di ciò, comincio a saltellare giù dalle colline tipo camoscio giovine. Arrivo in pianura senza nessun problema, e raggiungo Insurgentes, la strada dritta più lunga del mondo. Dice mio cognato che nonostante continui a cambiare nome, la retta che produce Insurgentes attraversa vari confini e termina in Canada. Gasatissimo per questo aneddoto, affronto il primo problema, avvicinandomi ad un poliziotto e chiedendo dov’è il nord. Il tizio mi guarda strano, ma allunga un braccio senza dire nulla, ringrazio e parto. Immagino che la mia domanda se in alto mare viene considerata normale, in una metropoli sembri da Giovane Marmotta. Comincio quindi a percorrere la lunghissima Insurgentes, e il panorama non è molto mistico, son tutti negozi fighissimi, ristoranti dove non metterei mai piede, uffici moderni. Me ne frego perché per me conta camminare. Arrivo al punto dove Insurgentes già non mi aiuta perché devo cambiare direzione, verso l’altezza del metro Hidalgo. Altra indecisione. Mi avvicino ad uno spazzino e chiedo:


Disculpe, para la Villa? (Mi scusi, per la Villa?)

Ahì pasa el trolebus, joven (Lì passa l’autobus, o giovine)

No, digo caminando… (No, dico camminando)

P_ta madre, estás bien lejos!! (perdindirindina, è ben lontano!)


Mi son preso il permesso di censurare la frase del gentil spazzino, ma il succo è quello. Continuo quindi camminando e comincio a passare per la parte rischiosa del tragitto, quella che costeggia le colonias Guerrero e Tepito, due quartieri abbastanza malfamati se uno non è abbastanza sveglio (o se uno ha faccia da straniero). Non essendo sveglio e avendo la faccia che grida “Sono nato da un’altra parte, svaligiatemi”, ho cercato di prendere un’andatura tranquilla, indifferente, senza tanto camminare lentamente. Riesco a superare la parte rischiosa e intravedo il viale finale, credo si chiami Calzada de Guadalupe. Comincio a camminare e vedo i primi penitenti, persone che stan facendo il tratto finale con le ginocchia. Tratto finale intendo due chilometri. Io non sono preso da questo attacco mistico quindi continuo a camminare con i due arti inferiori completi. Ad ogni cupola che vedo mi carico di speranza per poi capire che non sono ancora arrivato. Finalmente vedo La Villa, ce l’ho fatta! In 6 ore più o meno ho fatto 33 km. Per celebrare, compro un magnete da frigo della Virgen (20 pesos, tipo un euro. Sono stanco ma pur sempre “codo”, cioè taccagno). 

  

Questo fu il primo pellegrinaggio, poi l’ho fatto ancora, più o meno una volta all’anno: una seconda con mio cognato e con un’amica, a terza con un altro amico,è la quarta con altri due italiani. Ogni volta è stato per ringraziare per qualcosa di particolarmente bello successo, o per chiedere un favore. Uno potrebbe pensare che è da ipocriti pensare alla religione come un Do ut des (do e ricevo), quasi un contratto con la divinità, in realtà la maggior parte delle religioni si son basate su questo, ed è il motore fondamentale dei pellegrinaggi a Roma, Gerusalemme, La Mecca, La Villa, Santiago…l’unica differenza con le religioni del passato è che nelle religioni pagane, “dio che non compie la richiesta, dio che non serve”, e si passava a pregarne un altro, ora invece si dice che la Volontà Divina è incomprensibile e le sue strade inimmaginabili. Per me, andare alla Villa è sempre stato una splendida esperienza, e oltretutto mi ha prolungato o mantenuto un periodo di grande fortuna. Che poi sia stato grazie alla Virgen, o alla Tonantzin, come gli aztechi chiamavano le dee femminili, questo non lo so!

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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12 risposte a The Walking Güero: i miei pellegrinaggi alla Villa

  1. rita ha detto:

    mi sembrava strano che non parlassi delle volte che ci sei andato alla Guadalupe..

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  2. clacla ha detto:

    Mi strapiace sto blog! In un certo senso mi sembra di vivere queste avventure con te, come facevamo una volta! Continua , amico! Mi manchi!

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  3. consuelomurgia ha detto:

    Che per caso vivi vicino a Six Flags?

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  4. consuelomurgia ha detto:

    Ah, ok. È che io invece conosco di più la zona del Pedregal di San Nicolas che si trova tra il Six Flags e La Magdalena Contreras.

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  5. Lorenzo ha detto:

    Al tuo prossimo pellegrinaggio se passi da me ti offro acqua e caffè, vivo a 2 isolati della Basilica 🙂

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