Dizionario minimo Chilango-Italiano: come sopravvivere a Città del Messico 

Questo articolo vi spiegherà, ricorderà o vi farà ridere con alcune parole decisamente locali. Perché è facile dire che in America Latina si parla spagnolo! Sì e no. A dividere l’America dalla Spagna c’è un oceano e soprattutto un mondo di culture differenti, che hanno influenzato la lingua. Ecco quindi che certe parole hanno origine dalla lingua dei popoli nativi, nel caso di Città del Messico, la lingua era il Náhuatl, l’idioma parlato dagli aztechi e da altri popoli della zona, ma sono decine le lingue ancor oggi parlate in Messico. Vi sorprenderà vedere quante parole in “gergo” hanno il suono cha che chi cho chu (si pronuncia cia ce ci cio ciu), perché questo era un suono mooooolto utilizzato in Náhuatl! Per prima cosa: che diavolo è un Chilango? Chilango nel passato significava “messicano della provincia che viene ad abitare nella capitale”, e aveva un senso dispregiativo (pensate tipo alla parola terrone). Ora però, che la quantità di messicani che hanno origine provinciale è enorme, Chilango è diventato “Abitante della capitale”. Ecco quindi che anch’io mi considero Chilango! Difatti, vengo da uno stato esterno alla capitale. Da Vicenza.

Una pietra miliare di questo linguaggio urbano è una canzone, “Chilanga Banda” dei Cafe Tacuba. Risulta completamente incomprensibile a chi parla spagnolo. A chi parla italiano, consiglio comunque di ascoltarla per il ritmo fantastico!

Questo post subirà molte modifiche, perché vi aggiungerò ogni parola che mi tornerà in mente, quindi sarà un articolo in continua costruzione. Non solo, chiedo a voi che mi state leggendo di aiutarmi, se avete parole che non ho nominato e che sono orgogliosamente locali, consigliatemele! A volte le definizioni e gli esempi faranno rimando ad altre parole sconosciute, vi invito a cercarle nell’elenco. Questo articolo è pur sempre ironico, se utilizzo linguaggio volgare è perché alcune parole sono in effetti insulti o lessico dispregiativo. Mi scuso con anticipo! Le frasi che ho usato come esempio solo frasi sentite o lette, per quanto inverosimili possano sembrare. Mi scuso ancora per il linguaggio a volte scurrile!

Ringrazio per alcuni contributi: Davide Glorioso, Laura Contreras, Yadir Pérez Granados, Reyna Sanchez

Achichincle: aiutante. Deriva da un termine nahuatl, “quello che ciuccia acqua”, la persona che lavorava nelle sorgenti acquee sotterranee.

Aguacate: Avocado

Barbacoa: metodo di cottura precolombiano, si interra della carne insieme a delle braci e si dissotterra dopo varie ore. Diede origine alla parola barbecue

Bubis: termine più fresa (vedi def.) di chichis (vedi def.), dalla parola inglese boobs

Cabron: insulto, tipo tronzo. Si può utilizzare anche per indicare qualcosa molto difficile. Es. El examen estaba bien cabron, la difficoltà dell’esame era incredibilmente alta

Cacahuate: arachidi

Caguama: letteralmente è un tipo di tartaruga ma indica anche una bottiglia da un litro di birra ricaricabile a basso prezzo, e di scarsa qualità o indicante che sei un alcolista o un disperato (opinione personale di mia moglie. Me ne dissocio essedone consumatore). Es. Ya cállate y va por las caguamas! Poi fine alle chiacchiere e riforniscici di birra

Chafa: di pessima qualità, scrauso. Normalmente si usa per oggetti ma si può anche utilizzare con persone, in senso spregiativo. Es. Ese profesor de francés está bien chafa! Quel professor di francese è competente quanto un maiale alla guida di un trattore.

Chahuiztle, nos cayó el: ci è caduto il chahuiztle, una malattia del mais. Come dire ci è caduta la peronospora. Significa ci hanno scoperto, mentre stavamo per fare qualcosa di male

Chale: espressione negativa di disappunto. Chale, se acabó la leche. Porca vacca, non c’è più latte

Chamaco: ragazzino, bambino ma in senso dispregiativo, come boccia in Veneto, scugnizzo nel Sud. Es. Señora, amarre su chamaco, Signora, la prego di legare il suo pargolo

Chamba: lavoro

Chambear: lavorare. Es. Bueno? Ando chambeando, y tu? Pronto? Sto lavorando, e tu?

Chapopote: catrame, asfalto

Chava: nomignolo di Salvador, o ragazza. Maschile con -o, chavo.

Chela: diminutivo di Graziella, o birra. Es. nos echamos unas chelas, Ci beviamo delle birre

Chichis: seno femminile, termine volgare. Es: Vamos a ver chichis! Appropinquiamoci a cercar donzelle dalle forme generose!

Chido: figo, figata, es. Esta película está bien chida! Codesto film è assai piacevole
Chin: versione soft di chingar, si utilizza in caso di sorpresa negativa, senza voler essere volgari, simile al “Cavolo!” italiano. Es. Chin! Ya se fue el camión, Perdincibacco, il bus se n’è or ora andato

Chingadazo: colpo molto forte. Ed. Que chingadazo se puso! Che botta!

Chingadera: cazzata, cosa di pessima qualità. Es. Apaga esa chingadera! Spegni quella cazzata!

Chingar: fregare, fottere, rubare, dar fastidio. Utilizzato nell’insulto di base in Messico, es. C__nga a tu madre, Che tu possa copulare con la tua genitrice

Chilango: abitante della capitale. Alcuni abitanti di Città del Messico però, soprattutto quelli la cui famiglia è stabilita da più tempo qui, continua a considerare questo termine offensivo. Aggiunge Alberto Gastoldi: riginariamente é qualsiasi persona che vive in una cittá differente a quella in cui é nato. L’abitante di Cittá del Messico é “defeño” da D.F. (Distrito Federal). La ragione per la cuale oggigiorno ha preso un significato dispregiativo é che molte persone non originarie della capitale si sono trasferite al D.F. per ragioni di lavoro o personali e, durante le loro visite alla loro cittá d’origine, facevano gli spacconi con gli amici rimarcando la loro superioritá per il solo fatto di vivere nella capitale

Chingon: cazzuto, persona forte o potente

Chipote: bernoccolo. Es. Me pegué  y me salió un chipote en la frente, ho sbattuto e mi è uscito un bernoccolo in fronte

Chivis: nomignolo di Silvia

Choncho: ciccione. Es. Choncho como una chinche, ciccione come una cimice

Chones: versione affettuosa di calzones, cioè mutande. Es. ya deja de tirar los chones por todos lados! Smettila di spargere le mutande come fossero semi al vento

Chui: nomignolo di Jesus

Chulada: figata. Es. Este pueblo es una chulada, Questo paesino è ridente e bucolico

Chulo: bello, figo. Femminile con -a. Es. Tu prima está bien chula, tua cugina è assai gradevole alla vista e al tatto.

Chunda: insulto indicante un provincialismo eccessivo. no manches con ese vestido te ves bien  chunda, quel vestito ti fa tanto contadinotta

Chupe: la bibita alcolica, es. Aqui está la lana por el chupe, eccoti i soldi al fin di renderci ebbri

Codo: letteralmente, gomito. Si usa anche come taccagno, avaro. Es. Eres un codo! Hai le braccine corte

Cuate: amico, dal náhuatl Cuatl che significavate serpente o gemello. Es. Dile a tu cuate que dejé de chingar, Di’ al tuo amico di smetterla di darmi fastidio

Culero: INSULTO FORTE. stronzo

Desmadre: marasma, casino estremo. Es. Paco, tu cuarto está hecho un desmadre! Francesco, la tua stanza è l’anticamera degli Inferi

Enchular: rendere chulo, rendere figo. Es. Enchulame el carro, Pimp my ride

Escuincle: letteralmente, cagnolino tipico del Messico precolombiano, particolarmente bruttino, somiglia un gremlin(commento personale). Usato per indicare ragazzini pestiferi, tipo chamaco. Spesso rafforzato con pinche. Es. ese pinche escuincle me chingó la cartera, Quello sgradevole ragazzino si è impadronito del mio portafoglio 

Fresa: letteralmente fragola, ma significa anche “chic”, raffinato nei modi o negli acquisti, o snob. I ragazzi fresa assumono addirittura un tono di parlare loro propio. Es. esa chava es demasiado fresa para salir contigo. Quella ragazza non ti tocca neanche per darte un calcio in culo

Gandalla: furbo, in senso negativo. Es. Ese pinche gandalla se me metió! Quel farabutto mi ha tagliato la strada!

Garnacha: cibo da aperitivo, venduto principalmente in strada

Godinez: tribù urbana di impiegati in perenne camicia e cravatta. Il loro totem è un badge dell’impresa alla cintura e un bicchiere di caffè di Starbucks in mano. 

Güey: parola riempitiva e mezzo insultante maschile. Dal significato originale negativo, è diventata di uso talmente comune da separare una frase dall’altra nell’utilizzo di alcune persone (e microbuseros). Es. Que pasa güey? Adonde nos vemos güey? Pues sí güey! Come ti butta tizio? Dove ci vediamo tizio? Chiaro tizio!

Güero: letteralmente biondo, in realtà ogni persona non di pelle scura o con capelli non neri. Utilizzato moltissimo per richiamare le donne al mercato. Es. Pásale güeritaaaaa, que le damoosss, Passi signorina, che le offriamo?

Hueva: pigrizia. Es. Que hueva! Che giramento di gonadi!

Huevon: insulto, significa pigro. Es. levantate pinche Huevon! Alzati, pigrone dei miei stivali!

Lana: lana, o soldi, simile a grana in italiano. Es. Güey, donde está mi lana?? Tizio, dov’è la mia pecunia?

Madre: a parte la mamma, misteriosamente significa anche una parola estremamente negativa. Es. Qué poca madre, che situazione sgradevole. Ma dire Está de poca madre diventa qualcosa di positivo. Mistero della fede.

Madrear: riempire di botte. Es. Si te veo otra vez te madreo! Alla prossima che ti becco ci scazzottiamo!

Mames(no): come Manches (no) ma più volgare

Mamon: persona che si crede superiore e si vanta, spesso senza ragione, corrispondente al cagone italiano. Es. Vas al Chedraui Select porque eres bien mamon, vai nel supermercato di lusso perché sei decisamente un cagone

Manches(no): esclamazione di sorpresa, es. No manches, ganamos! Accipicchia, abbiamo vinto!

Naco: parola curiosissima, si usa come burino, cafone, incivile. Insulto che si utilizza soprattutto contro la classe economica bassa, o la classe che si ritiene inferiore alla propria per stile, a volte criticando solamente il modo di vestire o la bestialità con cui guida. Es. Déjame pasar, pinche naco! Lasciami passare, screanzato!

Ñoño: secchione. Es. Ahi Profe, lo que dice el no vale, es bien ñoño. Professore, il valore del suo discorso è ridotto dalla schifosità della sua voglia di studiare

Pachanga: festa, gozzovigliare. Es. Vamos a hacer pachanga, Orsù, gozzovigliamo

Padre: a parte il papà, significa anche “cosa estremamente positiva”. Es. Que padre! Che figata!

Pancho: nomignolo di Francisco. Nel Nord, Paco

Pedo: letteralmente, un peto. Viene però usato in formule di incontro. Es. Hola, que pedo? Ciao come va? Le persone fresa(vedi def.) preferiscono Que pex? per autocensura. Si può usare anche come sinonimo di ubriaco, femminile con -a. Es. tu amiga anda bien peda. La tua amica ha il tasso alcolico pari al debito pubblico italiano

Pendejo: INSULTO FORTE, stronzo

Pinche: letteralmente, sguattero, aiutante di cucina. Utilizzato in maniera diffusissima come rafforzativo di insulto. Se volete insultare una persona fortemente, usate un insulto e dategli grinta con pinche. Es. Pinche ratero! Maledetto ladro!

Pocho: abitante del nord del Messico o del sud degli Usa che parla un ibrido fra spagnolo e inglese, avendo passato molti anni di lavoro e di vita aldilà della frontiera 

Puta: prostituta

Puto: stranamente non significa gigoló, ma gay, in termini offensivi. Es. Si tiene dinero es un gay, si no es un puto. Se ha soldi è un gay, altrimenti è un finocchio. Usato anche durante i mondiali di calcio 2014 per distrarre il portiere avversario.

Teporocha: ubriaca

Varo: soldi


(Immagine presa da http://www.keepcalm-o-matic.co.uk/p/keep-calm-soy-chilango-/)

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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20 risposte a Dizionario minimo Chilango-Italiano: come sopravvivere a Città del Messico 

  1. martinapagnini ha detto:

    Leggere questo articolo mi ha un po’ spaventato. Io prima di arrivare in America latina non sapevo una parola di spagnolo e tutt’ora non lo parlo, mi arrangio. Credevo che alcune di queste parole fossero istituzionali, non slang… avrò dei seri problemi in Spagna!

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    • merkaura ha detto:

      Ma no! 🙂 io credo che alcune di queste parole si conoscono anche in Spagna, ma magari se ne preferiscono altre, tipo manì per arachidi. Quando ero all’aeroporto di Madrid, ho visto una ciambella e l’ho chiesta chiamandola dona, poi vedendo che non mi capiva, ho detto la rosquilla. Alla fine mi son fatto intendere a segni. Io credo che in Spagna capiscono sicuramente, ma sentiranno che hai ricevuto il “marchio” dell’America Latina, questo è certo! 🙂

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  2. Laura Contreras ha detto:

    Ciao, mi nombre es Laura soy tu fan jajajaja, me haces el día con tus publicaciones, soy mexicana y ahora vivo en Italia justo en la provincia de Vicenza, mi historia también es como la tuya solo que al revés jajaja yo decidí brincar el charco para estar cerca de mi pareja, gracias porque mucho de lo que escribes me ha hecho reflexionar, entender más mi país y extrañar muchas cosas que antes me parecían cotidianas y que solo estando lejos se valoran!! Yo también soy chilanga y me gustaría poder aportar algunas palabras que recuerdo son muy usadas como por ejemplo: cabrón que un que es una palabra ofensiva es muy usada entre cuates ejemplo: como estas cabrón? También pedo jajaja que un que significa pestilencia es común entre jovencitos usarla ejemplo: Que pedo ? (Forma rápida de decir como estas) otra palabra seria Chundo es una forma despreciativa para referirse a algo o alguien (generalmente a personas humildes de otros estados) ejemplo: no manches con ese vestido te ves bien chunda, o también esos zapatos están bien chundos, no manches es usada esa palabra como expresión de sorpresa o preocupación ejemplo: no manches! Ya es muy tarde, no manches!! Que emoción, otra palabra seria naco, también es despreciativa y es muy usada entre la clase media-alta y alta para referirse a gente que no les agrada ejemplo: ese tipo es un naco.
    En fin si recuerdo más palabras con mucho gusto te volveré a escribir, espero te ayude un poco mi aporte y gracias de nuevo por compartir todo lo que ves, oyes y vives porque gracias a ti puedo sentirme cerca de casa.
    Saludos, Laura.

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    • merkaura ha detto:

      Aaaah, mil gracias! Por primera vez tengo una fan! 😀 gracias también por tus palabras, cuando es un mexicano a decir que estoy escribiendo bien, significa mucho para mi!
      Voy a añadir las palabras que me sugeriste y te pongo en los agradecimientos, en la parte de introducción a la lista, mil gracias!
      Una duda, mi tío conoció dos mexicanas que vinieron en Vicenza, tu adonde vives? Trabajas tu o tu pareja en la Askoll?

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      • Laura Contreras ha detto:

        Ciao, vivimos en un pequeño paese que se llama Sossano, por ahora no trabajo mi esposo trabaja en una empresa que se llama eletrika di impianti eletrici.

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  3. Darío ha detto:

    Manca il superclassico CABRON! 😀

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  4. Darío ha detto:

    Nella costa del Sud, si usano molto anche diverse varianti di “chinga” (chinga, chingar, chingada, chingadera, chingao…) sia come insulto che come imprecazione o intercalare divertente. Tipo “no me chingues” (non mi scocciare), “hijo de la chingada” (figlio di…), “chingadera” (roba, cosa, in senso spregiativo), “chingao” (come imprecazione o intercalare). Forse è un uso più costeño che chilango?

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  5. Darío ha detto:

    E dimenticavo “chingadazo”, che vuol dire una colpo molto forte, una botta, un pugno, uno schiaffo… Pero bien fuerte!

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  6. giuliacalli ha detto:

    Io affiancherei al “manches (no)” anche il “no mames” che è super comune sebbene sia meglio non dirlo di fronte ai tuoi suoceri, magari 😛
    E poi il mitico “órale!” in tutte le sue accezioni e tonalità! Da poco ho trovato un link su Facebook che indicava tutti i significati della parola órale! in base alla tonalità…non riesco a ritrovarlo, peccato!

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  7. Alberto Castoldi ha detto:

    Attenzione, c’é un inesattezza nella parola chilango,
    Cihilango: originariamente é qualsiasi persona che vive in una cittá differente a quella in cui é nato. L’abitante di Cittá del Messico é “defeño” da D.F. (Distrito Federal). La ragione per la cuale oggigiorno ha preso un significato dispregiativo é che molte persone non originarie della capitale si sono trasferite al D.F. per ragioni di lavoro o personali e, durante le loro visite alla loro cittá d’origine, facevano gli spacconi con gli amici rimarcando la loro superioritá per il solo fatto di vivere nella capitale

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  8. Pingback: Chico, chafa, naco, güey: le origini di alcuni “messicanismi” | Estoy Messicando!

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