Propina, il paese della mancia!

Oggi vi voglio parlare di un’altra caratteristica che al turista europeo salta subito all’occhio, cioè l’onnipresenza della propina, la mancia. Prima di tutto, se volete fare gli splendidi in Messico, non dite mancia perché significa macchia. Poi, dovete capire che questo è un altro paese e quindi ha altre regole e tradizioni di pagamento. Per esempio, nei ristoranti normalmente non si paga il coperto, a meno che il ristorante sia veramente di lusso. In cambio, dovete calcolare che su quello che state mangiando, alla fine si pagherà un 10% in più di mancia. All’inizio mi infastidiva, poi però ho notato che è uno splendido strumento di controllo reciproco per un miglior servizio. Esempio: il cameriere mi tratta benissimo, sto da Dio e il suo sorriso non nansconde un fastidio malcelato, gli do 10% di mancia e confermo di aver apprezzato il servizio. Altro caso: il cameriere ci tratta male, o cerca di fregarmi sul conto, niente mancia, dimostrando che non sto al suo gioco o non ci casco. La regola generale e d’oro è: se è un posto vicino a casa tua, che ti piace tantissimo e dove sai che tornerai varie volte, cerca di dare buone mance, anche con qualcosina in più, dato che alla fine anche i ristoratori ti conosceranno per tutte le volte che ci vai. Bisogna sempre cercare di trattare in maniera amabile e rispettosa, anche economicamente, tutti i venditori della zona dove vivi, anche i venditori informali, tipo la signora delle garnachas che si mette a vendere gorditas il giovedì e il venerdì all’angolo della tua strada. Dà una soddisfazione enorme andare a ritirare qualche quesadillas e vedere che ti regalano mezzo litro di salsa perché già stanno finendo la giornata di lavoro. Lo stesso dicasi per gli abarrotes (negozietti sparsi in ogni angolo del paese, tipo un negozio di alimentari, in realtà un vero e proprio bazar). Quando per la prima volta son passato con un cagnolino randagio, chiedendo alla signora se lo riconosceva, lei mi ha regalato cibo per cani, in caso volessi tenerlo. Adoro quella signora, mezza commerciante, mezza consulente spirituale.

La propina però non è solo una questione di vendita di alimentari, ma anche dei servizi che teoricamente sono pubblici. La raccolta rifiuti, per esempio. Qui la divisione avviene solo fra Organico e Inorganico (Umido e Secco). I signori che passano per la spazzatura raccolgono tutto se ci sei, niente se non ti vedono. Non appena mi son trasferito in una casa in affitto, ci siamo messi d’accordo con un signore che da una vita vive lì, Don Venancio, a cui diamo una mancia, da cui lui ricava una parte di mancia che deve dare ai netturbini.

Pure col servizio del gas ho scoperto che la mancia ti facilita la vita! Quando finisce la bombola, sappiamo che in giorni e orari precisi passano a rifornire le case. Se non lo sai, lo saprai, dato che anche i venditori del gas hanno il loro muggito preciso, tipo EEELLLLUUUAAAAAS (el gas! Vedi articolo https://messicando.wordpress.com/2015/02/19/se-non-urli-non-vendi/). Bene, una volta abbiamo chiesto il prezzo della bombola, pagato, e ci ha installato la bombola nuova. NB: ho pagato il prezzo giusto. Dopo un mese era già finita. Abbiamo chiesto spiegazioni ad una fonte di saggezza, questa volta zia di mia moglie, e ci ha spiegato che avendo dato soltanto il prezzo corretto, senza propina, non ci hanno dato una bombola del gas “del bueno”. Cioè, non era completamente piena. Abbiamo quindi provato a fare la differenza e sì, effettivamente 50 pesos (3 euro) di mancia ti permettono di avere la sicurezza che non ti stiano fregando. Poi sinceramente, quanti sono 50 pesos? Niente, ma che ti fan capire che rispetti il loro lavoro.

Una cosa un po’ meno piacevole sono le propinas dei pubblici ufficiali, vera e propria corruzione. Quando la polizia ti ferma, cerca sempre di trovare qualche contravvenzione, poi ti “suggerisce” che invece della multa, potresti cercare di arrivare ad un accordo. Si chiama “mordida”, cioè un morso. La maggior parte delle persone le paga, per evitare multe più spiacevoli. Ho però alcuni alunni che han lottato con forza per poter pagare la multa, volendo evitare di dare un’altra goccia al mare della corruzione. In un caso che mia moglie mi ha raccontato, il poliziotto dopo aver offerto di poter accettare la mordida, si è visto un No come risposta, ha quindi insistito, e ha ricevuto altri No. Allora ha detto che il conducente deve seguirlo alla centrale perché non aveva più fogli per dare la multa, e il conducente ha accettato. Dopo mezz’ora di girare in tondo, gli ha detto che era meglio lasciar perdere, e che alla prossima si sarebbe preso una multa (???). Io finora ho avuto la fortuna di non venire mai fermato dalla polizia, e spero che mai mi capiti.

Un unico, viscido caso di “mancia impropria” che ho dovuto pagare è stata al mio matrimonio. La giudice che ci doveva sposare ci ha detto che lei al sabato non la pagano, che quindi doveva ricevere qualche “aiutino” se volevamo sposarci nel fine settimana. Tutto questo con dietro un cartello a chiare lettere che diceva “NON SI PAGA MAI AL GIUDICE”. Ho dovuto farlo, perché quale sarebbe stata la conseguenza? 60 invitati, e un matrimonio annullato perché la giudice si è intestardita? Meglio di no. In ogni caso, ne parlerò meglio in un capitolo più dettagliato.

Un servizio informale è quello del “Viene viene”. Avete presente che in Italia si parlava di vucumprà, partendo dalla frase che i venditori ambulanti usavano sempre? Ecco, i parcheggiatori abusivi qui in Messico si chiamano così, perché continuano a ripetere Viene viene viene mentre ti fan segno per parcheggiare. Si pagano perché possa “controllare” le macchine mentre sei via, in realtà se non gli dai qualcosa qualcuno ti può bucare le ruote! Ho anche saputo di alcuni Viene viene con tariffa fissa, non meno di tot pesos!

Come ho già detto parlando del bus, anche la persona che controlla e informa sul flusso dei bus chiede una mancia all’autista, ma questi sono decisamente più onesti perché di quello vivono e non minacciano (el checador, vedi https://messicando.wordpress.com/2015/02/24/trasporto-pubblico-4-caronte-o-il-microbusero/). Pure nel supermercato bisogna andare con qualche monetina da parte, perché alla cassa ci sono gli insacchettatori, in genere adolescenti o anziani a cui dai qualcosa perché ti stanno insaccando tutto. All’inizio mi mettevano a disagio, perché volevo mettermi ad aiutarli o dire di lasciar stare, ho poi visto che per loro è una maniera dignitosa di arrotondare la paghetta (o la pensione, se ce l’hanno). Più che volentieri do loro una buona mancia. Quando però usciamo col carrello, arriva l’ ”avvoltoio”, un signore che ti chiede insisitentemente di portare il carrello al posto tuo. Dopo che gli hai detto No, si tiene a qualche passo di distanza, senza perderti di vista. Stai lì scaricando la roba e lui si ripresenta, chiedendo se può portare via il carrello. Dovete infatti sapere che i carrelli qui non hanno il posto per la moneta, quindi uno potrebbe abbandonarli dove vuole. Ecco quindi che l’avvoltoio trova la sua ragion d’essere. In genere, un secondo No è sufficiente. Ci è capitato una volta un caso insistente: stavamo scaricando le ultime borse e sto tizio già “tironava” il carrello. Stavo sistemando una borsa e vedo che il carrello si sta allontanando con 6 confezioni di latte nella parte bassa! Se ne andava la colazione di due settimane. L’ho fermato e ho recuperato il maltolto. No, stavolta non ti do niente!!

(immagine da internet, http://www.blogodisea.com/lo-que-uno-se-encuentra-escrito-cuando-sale-de-casa-especial-mexico.html)

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5 risposte a Propina, il paese della mancia!

  1. consuelomurgia ha detto:

    Confermo la veridicità di tutto quello che hai raccontato e l’odiosità delle mance perché per me è come dover pagare due volte.

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  2. rita ha detto:

    tutto il mondo è paese, quelli dell’euro ai supermercati per portare il carrello ci sono anche da noi, e anche quelli nei parcheggi degli ospedali.

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  3. Darío ha detto:

    Tante cose che scrivi sono un po’ diverse da come funzionano in Guerrero (dove ho vissuto), ma questo della propina è proprio così come lo hai descritto, bene tu. Anzi, essendo Acapulco una località turistica, la cosa forse è ancor più marcata. Sono d’accordo quando dici che in alcuni casi è un modo dignitoso di tirar su qualche cosa, in altri casi è anche un segno di rispetto e apprezzamento per il lavoro svolto, in altri però è davvero una cosa davvero fastidiosa. A me la polizia mi ha fermato più volte, con il “transito” te la puoi anche cavare con poco o, se tieni duro, con niente, ma i federali, se trovi quelli giusti, possono essere delle belle pigne in… quel posto!

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