La Guadalupana, La Guadalupana, La Guadalupana bajó al Tepeyaaaaac

Finalmente è giunto il momento di parlare della Madre di tutti i messicani, venerata in uno dei più grandi santuari religiosi dell’umanità, centro di immenso pellegrinaggio, la Virgen de Guadalupe.
Avviso già che per la prima parte dell’articolo manterrò un tono abbastanza serio, perciò chiedo scusa a chi è abituato alle idiozie e boiate che normalmente mi denotano. Verso la fine, riesco a rovinarmi lo stesso.

Perché è così importante la Virgen de Guadalupe? Aldilà del valore moderno e personale, la Virgen de Guadalupe è stata lo strumento con cui il cristianesimo è riuscito a conquistare il Messico. I conquistadores spagnoli cercarono da subito di convertire al cattolicesimo gli “indios”, come venivano chiamate le popolazioni locali (quando l’America fu scoperta dagli europei, erano convinti fosse l’India). Dopo la strage della conquista, che non si può chiamare altrimenti, gli spagnoli cominciarono a convertire a viva forza i locali, ottenendo solo delle conversioni superficiali e quasi sempre incomprensibili. La teologia cristiana era assurda se vista dal punto di vista della religione mesoamericana, le due religioni erano totalmente differenti. Far imparare a memoria il Padre Nostro in latino non creava un buon cristiano. Il cristianesimo era visto come un qualcosa di alieno, la fede del nemico conquistatore e quindi degna di sospetto. Nel 1531 però, secondo la tradizione, La Vergine Maria apparve a un “indio”, Juan Diego, ora San Juan Diego sulla collina chiamata Tepeyac. Ci sarebbe quindi stato un contatto diretto fra Maria e i messicani, saltando gli spagnoli. Con la richiesta di costruire un santuario e con successive apparizioni, il legame venne sancito e la religione cattolica divenne ufficialmente la fede del Messico prima e poi di tutta l’America Latina.

Verrebbe da chiedersi quanto sia stata “comoda” questa apparizione per la Chiesa cristiana. Il Messico, da terra pagana si trasforma prima in un laboratorio religioso incredibile, di fusione e coesistenza, e infine in uno dei più ricchi territori di donazioni alla Chiesa, mi sembra di ricordare secondo per donazioni al Vaticano, primi sono gli Stati Uniti. Che l’apparizione della Guadalupe sia stata un cavallo di Troia formidabile per la Chiesa è senza dubbio, ma sulla veridicità del fatto non voglio esprimermi, perché si è già nel campo della Fede e c’è il rischio concreto di offendere la sensibilità di qualche lettore. Poi, come avrò modo di spiegare in un altro articolo, io stesso per quando mi definisca un cinico agnostico, ho sviluppato un sentimento di affetto verso questa faccia della manifestazione divina.

Per chi visita il complesso di chiese, perché non è una ma varie, mi sembra di ricordare quattro, si può subito notare la struttura moderna del progetto. Visto il numero immenso di pellegrini, infatti, la chiesa attualmente utilizzata come punto di arrivo del pellegrinaggio…non sembra una chiesa! Ha infatti la forma di “tenda di Mosè”, una struttura che si può vedere anche in qualche rara chiesa italiana, come una chiesa di Firenze che si può vedere passando per l’autostrada, o per i vicentini che leggono, la chiesa di Dueville, vicina al semaforo di Passo di Riva.

Perché andare alla Guadalupe? Bè, quasi sempre non è una visita “gratuita”! Si va per chiedere o per ringraziare.
Chiedere…quando si vuole ottenere un “aiuto divino”, si può compiere un pellegrinaggio fino alla Villa (così si chiama il sito) e fornire la stanchezza in cambio. Ci sono alcuni luoghi specifici per fare voto, cioè impegnarsi in uno sforzo. Un ufficio apposito serve per impegnarsi a questi giuramenti, la Capilla de Juramentos. A volte i voti sono indice di un problema, per esempio si giura di non bere alcool per un numero X di mesi. Incredibilmente, la burocrazia arriva anche qui! per fortuna non chiedono il voto in triplice copia. Probabilmente questo succederà nell’altra vita, allo sportello preposto. Quando poi la richiesta è particolare, tipo salute, soldi, amore,…si possono comprare dei nastri, di colore differente dipendendo dal tipo di richiesta, e si mettono dentro la chiesa. Vedendo la preponderanza di un colore rispetto ad un altro potreste fare una statistica lampo riguardo alle sfighe più in voga in quel periodo. Ringrazio l’amico Alejandro per un informazione più precisa, chi vuole vedere in dettaglio i colori li può trovare qui: http://joaquinweb.mex.tl/502977_Significado-de-los-listones-de-San-Charbel.html

Ricevere…quando una persona ottiene (per intervento divino, karma, destino, fortuna…) ciò che chiedeva, è buona cosa RINGRAZIARE, NO? Quindi, si torna alla Villa! Se l’aiuto è stato estremamente grande, si lascia un ex-voto.

Come quindi potete immaginare, questo meccanismo è quello di ogni centro di pellegrinaggio. Si va per offrire, chiedere o ringraziare. Nei casi “peggiori”, si crea un circolo di pellegrinaggi a catena, uno causante l’altro!

Il giorno cardine dei pellegrinaggi è il 12 dicembre, giorno della Virgen de Guadalupe. Quel mese, milioni e milioni di messicani e di latini si mettono in marcia per raggiungere la basilica. Partono con la famiglia, tutti camminando e in genere portano un mega quadro con l’icona della Vergine, cantando lungo il cammino. Se magari può essere divertente le prime ore, immagino che dopo 3 giorni di “la Guadalupanaaa, la Guadalupanaaa…” avrei già le visioni mistiche. La notte dell’11, quando torno a casa da lavoro verso le 8-9, trovo un sacco di gente che comincia il cammino, di notte, per prendersi il tempo necessario, e arrivare per la messa della mattina. Ho lavorato in una zona vicina alla basilica, Martin Carrera, e quei giorni di dicembre li ricordo come il “salto al pellegrino”. Uscendo dal metro, infatti, trovavo centinaia e centinaia di persone che dormivano per strada, chi con tende da campeggio (“Siamo pellegrini, ma pur sempre fighi. Del tè al rabarbaro, per favore”) chi su delle semplici coperte. Mentre mi avvicinavo alla scuola (camminavo per 50 minuti per risparmiare 30 centesimi di euro del bus, siete liberi di insultarmi con ogni mezzo possibile) dovevo a volte letteralmente saltare le gambe di chi dormiva lì, a pochi passi dallo sforzo finale. Ogni passo, uno spaccato di vita quotidiana: colazione improvvisata, litigi tra fratelli, peti scappati nell’innocenza del sonno.
Come potete immaginare, è un toccasana per l’economia della zona. Anche famiglie locali si improvvisano mezze pensioni, offendo il gabinetto, la doccia, o panini e colazioni, a prezzo molto comodo o gratis, come opera pia (ringrazio e saluto la cara amica Viviana per l’informazione!).
Ecco quindi come la Guadalupe sia in ogni angolo del Messico. In molti incroci ha un piccolo santuario, in ogni nicchia una statuina della Virgen, vai in bus e una Guadalupe tatuata fa cucù dalla schiena del microbusero (vedere articolo https://messicando.wordpress.com/2015/02/24/trasporto-pubblico-4-caronte-o-il-microbusero/), vado a scuola e saluto la segretaria/collega/amica Lupita (nome comunissimo per le donne, significa piccola Lupe, cioè Guadalupe). Curiosità: talmente vasta è la presenza della Madonna, che è nata una marca che ne sfrutta l’immagine ma quasi in versione manga. Le richieste sono pure precise e denotano il target: “perfa’ (per favore) trovami moroso”. Tristemente, il copyright è cinese.

Nelle foto, la Chiesa principale, la Guadalupe, la cappella dei giuramenti e l’immagine “manga” della marca Distroller (da internet, http://www.fondospantallagratis.net/series/otras-series/distroller.html)

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5 risposte a La Guadalupana, La Guadalupana, La Guadalupana bajó al Tepeyaaaaac

  1. Andrea ha detto:

    Visitare il santuario di Guadalupe è stata una delle esperienze più toccanti del mio breve viaggio in Messico. Diciamo che la visione dell’immagine della Vergine e la percezione della santità del luogo hanno toccato corde profonde.

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