La religione in Messico, intima e “pagana”

Come per il cibo, anche in questo caso volevo scrivere un buon articolo ma mi rendo conto che le cose che vorrei dire a riguardo son talmente tante che devo dividere il discorso, quindi stavolta parlo solo in senso generale, poi andrò precisando!
In Messico la religione, come tante altre cose, si distingue per avere una propria versione “peculiare”. Diciamo che il cristianesimo è stato “installato” come in altri paesi, ma per conflitto con il sistema operativo hanno dovuto creare una Mexican Version 2.0.
Comincio col dire che il Messico è principalmente cattolico. E qui finisco, perché si aprono un sacco di ma…

Ma (1)…La religione precolombiana, o prehispanica come si dice qui, aveva e ha una forza tale che la Chiesa non ha potuto piegare gli elementi più salienti e più vissuti. Come altrimenti spiegare la festa dei morti, quel fantastico festival messicano al 100% che se lo celebrassi nel mio paesino del veneto verrei condannato per satanismo e per “eccesso di brio in data non confacente”?

Ma (2)…alcune espressioni religiose, anche se non subiscono i tuoni e fulmini dell’eresia, sono uniche e sono chiaramente di origine locale. C’è infatti un’umanizzazione e materializzazione totale del bimbo Gesù. La notte della vigilia di natale (Nochebuena), il bambolotto che rappresenta il Bambino Gesù viene letteralmente cullato(questo è un verbo che i miei studenti odiano. Piuttosto che dire “cullare il bambino” preferiscono dire che lo muovono). Un giorno, mentre stavo in fila per ricaricare la tessera del metro, ho visto davanti a me una donna che coccolava e parlava dolcemente al bimbo che teneva in braccio. Finché ho visto che il bambino non era reale, dato che era un bambolotto di dimensioni naturali, vestito e portato come se fosse vivo. Mi ha dato un po’ di brividi, e ho preferito cambiare fila e comprare un biglietto singolo per il metro. Dopo ho capito l’equivoco e il significato del gesto e dell’amore della donna. Mia moglie dice che probabilmente quello era il giorno di Candelaria (A la candelora dell’inverno semo fora ma se piove e tira vento dell’inverno semo rento; perdonate l’uscita veneta)

Ma (3)…la religione viene vissuta in maniera molto intima, decisamente di più che in Italia. Quando l’autobus passa davanti a una chiesa, la gente si fa il segno della croce, anche se a rischio di cadere! Lo stesso quando ci cammina davanti. E dato che parliamo di autobus, come giudicare il crocifisso di minimo un metro che si può apprezzare in ogni microbus e che ostruisce la visuale all’autista? Ho visto alcuni autobus trasformati in un altare al pantheon cattolico, con qualche intromissione della Santa Muerte e/o di qualche slogan cameratesco col Creatore, tipo “Dios bendiga mi loca vida” o, “Voy con Dios, y si no regreso, estoy con El”. Super cuates (super amici). Anche i venditori nel metro si dimostrano molto ortodossi. Se sei il primo cliente della giornata, si fanno tre volte il segno della croce, ringraziando e chiedendo la benedizione dell’Altissimo in quella giornata di vendita. In quei momenti mi rendo conto che è solo gente che cerca di vivere e sopravvivere, e per quanto possano essere a volte fastidiosi, vanno rispettati.

Ma (4)…la religione cristiana coesiste con riti di “stregoneria” e/o protezione dal malocchio, ben presenti e ancora molto forti. Dedicherò un articolo intero su questo.

Ma (5)…Di tutto il pantheon cristiano, La Virgen de Guadalupe, la Guadalupana, e San Judas (San Giuda) hanno un posto tutto speciale, insieme ad altri santi o manifestazioni ancor più locali, come il Niñopan di Xochimilco. Anche questo tema devo trattarlo con l’attenzione che si merita!

Ecco quindi come anche il cattolico che viene in Messico resta a bocca aperta vedendo come questo popolo straordinario vive e manifesta la “stessa religione” dell’italiano.

Dato curiosisssssssimo: senza saperlo o senza volerlo, il messicano invoca più volte Allah durante la giornata! Una parola molto usata è infatti “OJALA'” (si pronuncia ohalà, alitando la H) e che si utilizza nel senso di “magari, speriamo di sì”. Questa parola non è nient’altro che l’espressione musulmana Kinshallah, “Se Allah vuole”!!

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2 risposte a La religione in Messico, intima e “pagana”

  1. Darío ha detto:

    Anche io ho sempre definito quello messicano un “cristianesimo pagano” o un “paganesimo cristiano”. Ojalà, come saprai, è entrato nella lingua spagnola in secoli di occupazione araba della penisola iberica. Io preferisco tradurlo con “Se Dio vuole”, che anche io uso molto in italiano. Invece l’equivalente messicano, che pure mi piace e usavo molto anche io è: Primero Dios.
    Comunque è proprio bello e divertente il modo in cui riesci a descrivere tanti diversi aspetti del Messico e dei messicani, si vede che li conosci stai imparando a conoscerli bene e li ami…

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