Il metro: spingi o soccombi

Devo riconoscerlo: il metro del Distrito Federal, la capitale, è una meraviglia. 12 linee (no, 11 e mezza) che corrono fino a 43 metri sotto il livello della superficie, muovendo ogni giorno milioni di persone al prezzo di soli 5 pesos, 28 centesimi di euro. Un brasiliano che passò sei mesi in Messico, ha dichiarato che esiste una città enorme sotto la città di superficie, e non sa quale delle due sia la più caotica. Questo perché nel metro si trovano negozi ed attività di ogni tipo. Ci sono tantissimi angoli dove comprare cibo più o meno sano, più o meno starnutito e/o tossito, dato che tutto è esposto al flusso delle persone. Ci sono fastfood, librerie pirata, negozi di elettronica e cartolerie, stazioni di polizia, centri internet gratuiti che offrono un pc per 30 minuti, centri di vaccinazione massiva, con i volontari che chiedono a tutti se vogliono una siringata di antinfluenzali e se non stai attento a dire di no te lo tirano con l’arco. Ma soprattutto, ci sono LORO, gli oompa loompa del trasporto pubblico, gli Hobbit del Messico, i Vagoneros. Questi sono un esercito di venditori ambulanti, che descriverò meglio nel prossimo articolo.

Il metro, al momento di abbordare e uscire, risveglia in te istinti animali che ignoravi completamente. Negli orari di punta risulta impraticabile ma nel malaugurato caso in cui non ci fosse alternativa, bisogna saper lottare. Queste sono le istruzioni di base di sopravvivenza negli orari peggiori (7-8.30, 18-20):
1- Piantarsi saldamente nel binario. Battere la lancia contro lo scudo se possibile.
2- Aspettare che le 3-4 file di persone che si sovrappongono ti spingano paulatinamente verso l’entrata del treno.
3- Ripetere i punti 1 e 2 finché sarete voi quelli nella fila più prossima al treno e avrete dietro di voi le 4 file di persone sopracitate, sensazione che vi ricorderà molto le scene di combattimento del film 300 ma che vi caricherà di adrenalina per il prossimo passo
4- All’arrivo del treno, lasciare 2,4 secondi per permettere ai poveri disgraziati (ma oggi tuoi nemici) di uscire dal treno, poi spingere con la furia di una diarrea. Nel malaugurato caso di non riuscire ad entrare, quando si sente il rumore di chiusura porte, aiutare quest’ultima spingendo la pancia del signore che non permette la chiusura appropriata.
5- Sei dentro, probabilmente il gomito di una signora ti sta spappolando la milza, e tu stesso stai ciucciando il gomito di un impiegato, ma sei dentro. Ora la missione si rovescia: non devi permetterti di uscire. Da adesso fino alla tua stazione di arrivo, dei poveri disgraziati(che continuano ad essere tuoi nemici) cercheranno di uscire, passando sopra al tuo corpo contrariato, imbufalito, schiumante di rabbia e dalla milza spappolata(ricordate la signora?). Se ce la fai, sai che anche oggi la tua giornata ha pagato il suo prezzo in sudore e virilità. Sei un moderno spartano.

(Immagine tratta da internet, http://www.animalpolitico.com/2012/09/como-sobrevivir-al-metro-del-df/)

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2 risposte a Il metro: spingi o soccombi

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