“Ma parché te si ‘ndà là?”, ovvero, le ragioni del viaggio, preparazione e partenza

Inutile che cerchi scuse economiche, linguistiche o geopolitiche, la ragione principale del viaggio è l’amouuuur (ora può partire una canzone ansimante, tipo https://www.youtube.com/watch?v=x2C98G-9rJk). Dopo aver conosciuto via internet S., messicana che voleva migliorare il suo italiano e che mi aiutava a migliorare il mio spagnolo, abbiamo potuto vederci e innamorarci in un mese di vacanza che lei ha passato in Italia. Finita la parentesi da sogno, per poter dare un futuro e una possibilità alla nostra coppia ho pensato che, se lei non poteva venire in Italia, valeva la pena fare “il salto”, approfittando anche delle scarsissime possibilità lavorative che una laurea magistrale in scienze umanistiche mi poteva dare in Italia. Così, a fine 2011 decisi di partire per il Messico, con data gennaio 2012 e un possibile ritorno in Italia in febbraio.

– PREPARAZIONE: tutti abbiamo un parente o un amico che ha visitato il Messico, e sulle sue idee e i suoi consigli possiamo basare le nostre speranze o il nostro panico. Nel mio caso, il familiare consultato mi ha VIGOROSAMENTE CONSIGLIATO (o, obbligato) a farmi un’assicurazione sanitaria. Al consiglio sono state accompagnate storie raccapriccianti di turisti che si son visti trasformare la loro vacanza in un’odissea di dolore, ospedali e conti salatissimi che non potevano pagare e che quindi rendevano impossibile il loro ritorno in Italia. Vista la mia natura paranoica, sono subito andato in agenzia di viaggi e ho pagato l’esoso obolo necessario a partire sicuro (per 40 giorni di copertura sanitaria, mi sembra di ricordare).
Cosa portarsi con sé? contando sul fatto che il viaggio doveva durare minimo un mese, (ha ha ha, ingenuo imbecille) ho preso il kit dell’Italiano in viaggio: Caffè, pesto, vino, panettone e regaletti italicizzanti.

– PARTENZA Era la prima volta che prendevo un volo transoceanico, quindi mi sentivo leggermente allarmato sulle possibilità di tragedia (immagini di centinaia di persone urlanti in caduta libera mentre aspettano il gelido abbraccio dell’Atlantico nero come la notte e che diverrà la loro tomba color ebano) e solo leggermente sulla durata del viaggio (11 ore da Madrid a Città del Messico). Alla fine, ogni timore è scomparso con l’arrivo del cibo. Sì lo so, il cibo degli aerei non è un granché, ma io sono un “tragon”, parola messicana che denota il mangione senza dignità e che si può tradurre con “colui che inghiotte scevro da ogni ritegno”. Cibo gratis è ambrosia per me. Quindi mi sono tirato 4 filmoni che erano appena usciti nelle sale e che Iberia offriva nei monitor dei sedili, e mi sono scofanato tutto quel che mi offrivano. Ho avuto qualche pensiero sulle tovagliette bagnate e profumate, ma poi ho scelto di non mangiarle. Così, alle 6 di mattina di un giorno di gennaio 2012, arrivo nella metropoli più ciclopica del mondo, Ciudad de Mexico, el Distrito Federal, Chilanguia, México Tenochtitlan, Città del Messico, o come la chiamo ora, Casa mia.

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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Una risposta a “Ma parché te si ‘ndà là?”, ovvero, le ragioni del viaggio, preparazione e partenza

  1. Andrea ha detto:

    Non ci posso credere 😀 Anche io ho avuto il dubbio (durato un secondo, ma sufficiente per farmi vergognare) circa la commestibilità dei tovaglioli bagnati!

    Mi piace

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