3, 2, 1, Impatto (L’arrivo a Città del Messico)

Breve premessa: ho vissuto per 26 anni in un paesino della campagna vicentina che non arriva a 8000 abitanti, la casa dei miei genitori ha campi intorno, mio papà fa il vino con uva propria, abbiamo galline, e il Mulino Bianco ci voleva come testimonial. Diciamo che come esperienza di vita, non ero preparato alla Grande Città. Normalmente quando si parla di città grandi si pensa Milano, Roma,…le “metropoli”… Tze. Città del Messico ha tutto un altro ordine di dimensione.
Immaginatevi una città (UNA) estesa quanto una provincia italiana media.
Immaginatevi un numero immenso di persone, di cui non si sa precisamente la quantità ma che è attorno ai 30 milioni, come gli abitanti del Nord Italia.
Immaginatevi una capitale immensa, costruita sopra una laguna prosciugata, e con tutte le conseguenze idrogeologiche, come sprofondamento dei palazzi e terremoti che danno la sensazione di essere in un tagadà.
Immaginatevi che questo formicaio umano, questo crogiolo di storia, strade, speranza e lacrime si trovi a 2300 metri sul livello del mare, in una valle (El Valle del México) circondata da una corona di montagne che gli fanno la guardia e un vulcano attivissimo che mi ha dato un “salutino” nel marzo 2012 facendo nevicare cenere mentre ero nel bus (il Popocatepetl, chiamato con affetto Popo!).
Ecco, allora forse capite perché in questa città nulla è ordinario. Men che meno lo può sembrare per un ragazzo di campagna i cui problemi di traffico si limitavano all’incontro con un trattore per strada.
Quale può essere la prima cosa che colpisce il visitante di Città del Messico? Triste a dirlo, la puzza. Appena sceso all’aeroporto, uscendo ho notato un odoraccio, mi hanno poi spiegato che nella zona dell’aeroporto c’è uno sfiatatoio di gas da immondezzai, lo scarico viene regolato alla mattina molto presto per infastidire il meno possibile, ma è una procedura necessaria, se non si desidera un’esplosione. Ma anche uscendo dall’aeroporto, le strade e le aree abitate “puzzano”, di gas di scarico, rifiuti e tutto quello che fa della città quel che è. Dopo 10 giorni mi ero già abituato, ma ad ogni viaggio che faccio di ritorno in Italia, posso sentire quando rientro in Messico lo stesso aroma per qualche ora. Chiaro che le zone “fighe” della città ne sono immuni, ma io non considero quelle zone la Vera città.
Quel giorno davo inizio a un capitolo incredibile della mia vita. Città del Messico è un luogo FANTASTICO, bellissimo sotto ogni punto di vista, umano, naturalistico, culturale, storico, gastronomico,…chiunque dica il contrario, non ci è mai vissuto, o si è limitato a grattarne la superficie senza vederne e apprezzarne il cuore. Spero nei prossimi testi di poter condividere un po’ il mio amore per questa valle degli dei!

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