Tempo

Uno ha priorità differenti man mano che passano gli anni. Sicuramente avrete visto anche voi quell’immagine in cui si mostrano i valori di soldi energia e tempo libero che variano a seconda delle tappe della vita. 

Durante la mia vita universitaria ho avuto un buon bilancio di studio, vita sociale e riposo e dato che lavoravo solo durante l’estate non dovevo anche mettere in bilancio delle ore di lavoro. Quando ho cominciato a lavorare qui la situazione è cambiata e ho cominciato a fare degli errori fatali. Sono un taccagno e un avaro, e ho cominciato a dare priorità assoluta all’esperienza lavorativa e al guadagno, seppur minimo. Così, mi son trovato a fare una routine da Sisifo senza guadagnarci quasi nulla. Esempio pratico: la lezione cominciava alle 8 dall’altra parte della città, avevo due ore di lezione poi ero libero. Mi pagavano 55 pesos all’ora. Risultato, alle 10 potevo uscire dalla zona nord della città e raggiungere la molto più lucrativa zona di Santa fe, che era a sud ovest. E dicevo, be’, meglio poco che niente. 

Quello di cui non mi rendevo conto è che stavo bruciando vita. Per essere lì alle 8 dovevo essere sul bus alle 6. Quindi, dalle 6 alle 10 sono quattro ore, pagate con 5 euro, totali. Stavo guadagnando 1 euro e 25 all’ora, esponendomi a rischi di incidenti, scippi o peggio. Ho perso venti chili durante il mio primo anno in Messico. Se non ci credete, guardate le foto del 2013 se mi avete fra i contatti di Facebook. Sono stato uno scellerato per un anno e mezzo. La mia unica fortuna è stata…che la scuola non ha più avuto corsi da offrimi, così ho offerto i miei orari mattutini a una scuola moooooolto più vicina a casa e che mi pagava il triplo. 

Io vedevo solo il guadagno (seppur minimo) e non mi rendevo conto che stavo bruciando la risorsa più importante che esista, il nostro tempo. Il tempo è denaro, diceva il cliché umano che è il milanese-spagnolo-chilango (creatura mitica conosciuta da poco e che descriverò in un articolo apposito). Così, quando me ne sono reso conto, ho cominciato a diventare un fanatico del multi tasking, che per chi di voi è ‘gnorante fa na verza (perdonate il rigurgito vicentino) sarebbe il fare varie attività allo stesso tempo. Preparare la lezione vedendo un telefilm noioso, cucinare con musica, leggere in piedi in fila per i vari documenti che ho avuto la necessità di produrre. Ora, mi imbestialisco ogni volta che uno studente mi fa perdere tempo (=soldi). 

Esempio pratico, che ha causato la nascita di questo articolo: domenica scorsa dovevo dare una lezione a tre studenti universitari che si trasferiranno in Italia. In questo periodo ho meno lezioni, quindi non volevo lasciar perdere questo guadagno. Dovete sapere che ogni alunno paga per sé, la somma che ne esce è un guadagno (mio) più che dignitoso. Durante la notte mi scrive un alunno e cancella la lezione. Ne restano due, delle quali una fa un commento ironico (dimostrando di aver letto il messaggio del collega). Sveglia alle 7, mi preparo, guido per mezz’ora, mi compro un caffè per resistere a una maratona di tre ore di lezione. Se mi stanco io, immaginate lo studente. Arrivo puntualissimo come sempre, e cominciamo, ma solo con la ragazza che offre la casa per la lezione. Dell’amica nessuna notizia. Non me ne preoccupo perché arriva sempre con 25-40 minuti di ritardo (e li paga, altra novità introdotta nei miei corsi quando ho visto che il mio tempo è denaro, prima ero talmente idiota da restare tempo extra per dare agli studenti i minuti persi, ero uno stupido e candido imbecille). L’amica la chiama, io le scrivo, nessuna risposta. Si completa la prima ora, e mi rendo conto che è possibile che non arrivi proprio. Dato che ogni studente paga per sé, il mio budget per la lezione DOMENICALE è stato ridotto di un terzo. Pochi calcoli e dico alla studentessa che mi dispiace ma dovevo lasciarla. Stavo usando la mia domenica mattina per guadagnare poco più dei soldi della benzina per fare andata e ritorno. Così ho salutato e sono tornato a casa a godermi il resto della giornata. Tra parentesi, la carognetta menefreghista non mi ha mai risposto e men che meno chiesto scusa.

Abbiamo poco o tanto tempo, a seconda di come si vedono le cose. L’importante è non sprecarlo. Ora vi aspetterete una mega pippa sul “vivi la vita, esci, conosci posti nuovi, e se qualcosa ti fa paura, FALLO CON PAURA!!!1!!!1”. Sto cazzo. Non salterei con il paracadute neanche se mi pagassero e vedendo il video che un amico ha fatto salendo in mongolfiera sopra Teotihuacan mi sono aggrappato al divano e ho sentito nausea. Ho 33 anni, so quello che mi piace e quello che non mi piace. È ora di farla finita di fare le cose che non mi vanno. Così, se ricevo un invito a una festa in cui non conosco quasi nessuno, la risposta in automatico è no, sennò sarei obbligato a stare per 5 ore son il sorriso ebete e la birra in mano senza saper cosa fare. Se siete introversi, capirete la situazione. Divoro libri, cammino tanto, mangio bene e bevo di qualità. Se guardo le statistiche del mio computer, sul gioco Civilization VI indica più di 400 ore di utilizzo. Considerando che viviamo in media 17 ore al giorno, tolte le ore di sonno, ho costruito civiltà artificiali per 23 giorni. Ed è stato fighissimo. Cercate qualcosa che vi piace e se è legale e non fate male a nessuno, buttatevi. E fanculo la mongolfiera. 

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Elezioni emozionanti 

Un evento di grande portata è appena accaduto in Messico. Le scorse elezioni presidenziali sono state da record. Premessa: le elezioni presidenziali avvengono ogni sei anni e i governi non cadono come quelli italiani. Tempo fa ho parlato dei partiti messicani ma vi rinfresco la memoria.

Il Pri è il partito sorto alla fine della rivoluzione messicana e che è stato al governo per 75 anni. È di destra e si è macchiato di…be’, quasi tutto. Corruzione, omicidio, strage (Tlatelolco), collusione mafiosa, fate voi. Per ripulire la propria immagine ha proposto Antonio Meade, un volto fresco per nascondere il passato sanguinario e criminale del partito. Non è servito perché, come hanno detto tre dei miei studenti “Vorrei votare per Meade…ma è del Pri e non posso farlo”. Curiosità: il suo è un nome di origine irlandese e si pronuncia Miid. Questo ha portato a una guerra fra chi lo pronuncia così, e chi lo pronuncia come si scrive, Me-a-de. Ho litigato con mia moglie per spiegare qual è la versione corretta e ho dovuto cercarle un video per mostrarlo.

In alleanza con il pri c’era il partito verde, un partito clientelare e l’unico partito verde al mondo a volere il ripristino della pena di morte.

Il Pan (partito di azione nazionale) è un altro partito di destra e ha rotto il monopolio priista andando al governo 18 anni fa e ha dato due presidenti (Fox e Calderon). Durante la presidenza Calderon è cominciata la guerra al narcotraffico, guerra violentissima (più di 100mila morti)…e inutile, dato che la mafia non è stata intaccata in maniera forte. Alleato con il Pan c’era il Prd che era…la sinistra!

Il partito Morena (movimento di rigenerazione nazionale) è nato e cresciuto attorno ad una sola persona, Andres Manuel López Obrador (AMLO) un politico di Tabasco che è uscito dal Prd e ne ha causato il fallimento elettorale, obbligandolo al tradimento ideologico (ricordate che il Prd si è alleato con il Pan?). I sondaggi lo davano come il favorito e anche per questo durante i dibattiti televisivi tutti attaccavano Amlo per rovinarne l’immagine. La voce che più circolava era che se lui avesse vinto il Messico sarebbe diventato una nuova Venezuela, cioè un paese fallito, in crisi economica, con una mega inflazione, le imprese straniere che non possono installarsi e con un dittatore al governo. Scenario da incubo, evocato solo per spaventare gli elettori, dato che il Venezuela e il Messico sono due nazioni completamente differenti. Alleati con Morena c’è il partito del lavoro, di tipo maoista, è un partito di ultra ortodossi, contrari all’aborto. La politica crea strani partner di letto, credo di aver letto da qualche parte. 

Poi c’era il Bronco, un indipendente, cioè non era parte di un partito. Non ha avuto molto successo, viene ricordato solo per la sua proposta di tagliare la mano (letteralmente) ai ladri.

Le elezioni si sono svolte con qualche incidente. Per le persone che volevano votare al di fuori del proprio domicilio, esistevano seggi elettorali “speciali” con 750 schede. Risulta che molti messicani si sono dimenticati di cambiare il loro domicilio e hanno cercato di votare in quelle. Quando hanno visto che erano finite le schede elettorali…hanno distrutto le urne e sparpagliato le schede. Molto, molto maturo. 

Dicevo, i sondaggi davano Amlo come vincitore per una ventina di punti, e così è stato. Più della metà degli elettori lo hanno preferito. Un autentico plebiscito. Ora, vediamone le conseguenze. Quasi tutti i messicani del ceto medio alto hanno il culo che gli brucia. Sono spaventati dal possibile cambio degli equilibri socio-economici che Amlo ha promesso di attuare. Fra i suoi obbiettivi ci sono la costruzione di un treno di alta velocità nel sud-est per collegare le spiagge caraibiche con altre città dell’interno, lo stop alla costruzione del nuovo aeroporto capitolino che secondo lui è un enorme spreco di soldi, potenziare l’agricoltura del sud (regione povera e popolata da persone con condizioni sociali e di scolarizzazione basse), creare nuove relazioni commerciali per bilanciare la sfiducia del vicino del nord (gli Stati Uniti di Trump) e in generale “cambiare le cose”, dare vita ad un nuovo Messico. Quando i rivali gli chiedono come troverà i soldi per fare questo, lui dice che eliminerà la corruzione dal governo, ed eliminerà “la mafia del potere”, il Prian, questo mostro bicefalo che ha governato il Messico per un secolo. Almeno, questo dice lui. Come lo otterrà, mistero, ma è un tratto messianico che ha attirato molti messicani (“quando arriverò io, i problemi si risolveranno”). Comunque, ha stravinto, e sinceramente sono curioso e contento. Curioso perché per la prima volta nella storia del Messico moderno, un politico di sinistra sarà al governo. Contento perché è un cambiamento, o promette di esserlo, e spero che lo sia perché la classe politica si è dimostrata molte volte marcia fino all’osso. Timore? Sì, le imprese straniere potrebbero scappare o vedere con sospetto questo governo “differente”…o potrebbe rivelarsi un bluff, in dicembre, potrebbe cadergli la maschera e potrebbe dimostrarsi uguale ai politici precedenti. Mancano pochi mesi all’inizio del nuovo governo in dicembre, ma mi emoziona più del mondiale. Per ridere, l’incontro del presidente attuale con il neo-eletto.

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Febbre da mondiale

I messicani hanno una passione per il calcio. Come (e più) degli italiani. I fanatismi locali li fanno ridere o stare tristi per le vittorie delle squadre cittadine. Le squadre più importanti sono i Pumas, Las Chivas, il Cruz Azul (una marca di cemento), l’America, ma ogni città messicana ha la propria. 

Quando c’è una vittoria nazionale, il rituale è quello di riunirsi all’Ángel de la independencia per festeggiare tutti insieme. Le partite della nazionale sono eventi massivi, come quelli nostrani. Da quando sono qui, sento il mito ricorrente della vittoria dei Mondiali. Ci credono, ci sperano, come una divinità. Allo stesso tempo, non hanno fiducia in loro stessi. La vittoria rimane, appunto, qualcosa di mitico e irraggiungibile. La scarsità di autostima nazionale si riflette anche nel campo sportivo. Idolatrano le squadre europee e quando c’è una partita contro di loro, i tifosi partono già con il timore. 

Personalmente, non mi interessa il calcio, i mondiali sono una distrazione leggera e per nulla fondamentale. Devo ammetterlo, la partita del Messico contro la Germania l’ho vista a cuor leggero e mi aspettavo una strage, una vittoria tedesca con più di 4 gol. Invece no, ha vinto il Messico uno a zero. Devo riammettere che tifavo Germania anche per uno scandalo che ha coinvolto la squadra messicana. Pochi giorni prima si era che scoperto che alcuni calciatori avevano contrattato una ventina di puttane per fare festa. Non ricordo il numero preciso di giocatori e di puttane, ma la proporzione era di tre “sexoservidoras” per giocatore, fatevi una ricerca su google se volete sapere l’algoritmo preciso. Pensate che uno dei giocatori ha richiesto e ottenuto un permesso speciale dall’allenatore per poter raggiungere la moglie (che era all’altro lato dell’oceano) per cercare di salvare il suo matrimonio. Ha ha, povero sfigato traditore di me*da. Vabbè, dopo lo scandalo il clima del paese era a metà fra l’ironico e l’incazzato, pensando che i giocatori stessero sprecando soldi e energie dietro a…minigonne a pagamento, invece la vittoria nella partita ha ribaltato gli animi. 


Poi c’è stato il dopo partita, alcuni tifosi messicani si sono comportati in maniera spregevole, bruciando la bandiera tedesca, maltrattando altri tifosi, celebre è diventato una carogna che ha fatto scendere dalla sedia a rotelle un connazionale che aveva la maschera di Amlo, un candidato alla presidenza (a proposito, domenica ci saranno le elezioni politiche). La Fifa ha chiesto e ottenuto il silenzio dalla tifoseria messicana, perché se non lo sapete uno degli slogan più frequenti è puto (frocio). 
Una strana leggenda dice che tifare o essere del Cruz Azul porta sfiga e fa perdere, perché con difficoltà riescono a vincere una partita. Così, vari tifosi messicani hanno regalato ai tifosi delle squadre avversarie magliette del Cruz Azul per “gufarli” 😀

Oggi una lezione è stata cancellata, perché c’era la partita e so che la maggior parte degli studenti voleva vederla. La partita è cominciata alle 9 di mattina e non avevo pane per fare colazione, allora sono uscito camminando per raggiungere l’alimentari più vicino. Vi giuro che quando è cominciata la partita ho potuto sentirlo perché tutte le televisioni erano accese col volume alto e io camminando passavo da una casa all’altra. Come un ponte radio!

La situazione era complicara perché il Messico poteva passare agli ottavi o no, dipendendo dalla vittoria contro la Svezia o la contemporanea partita della Germania contro la Corea. Qui uno schema della possibilità.


Ed è successo l’incredibile, il Messico ha perso tre a zero…ed è passato agli ottavi perché la Corea ha vinto contro la Germania! Così è cominciato un fenomeno strano, i messicani hanno cominciato ad adorare i coreani che vivono nel territorio nazionale e che, bisogna precisarlo, sono una comunità numerosa qui nella capitale. Mi sono divertito leggendo le reazioni e ve ne pubblico alcune. 




La domanda che mi faccio è: questo è stato uno slancio di amore spontanea e pubblico…quando la squadra nazionale perde, si sente astio contro i cittadini della nazione avversaria? Anche se sono solo degli impiegati? Credo proprio di sì, vedendo tutti i meme di felicità degli italiani, dopo aver saputo che la Germania se ne torna a casa.

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Pillola horror a Città del Messico, Isla de las muñecas

Oggi piccolo racconto horror, ambientato a Xochimilco, la storia dell’Isla de las muñecas. Se partite dal molo (imbarcadero) di Cuemanco, la vostra trajinera passerà a lato di un’isola differente dalle altre, in cui sono appese decine e decine di bambole, quelle che si regalano alle bambine. Il luogo è spettrale anche con la luce del sole, posso immaginare come diventi durante la notte.

 Il posto era abitato da Don Julian Santana Barrera, un signore che ci viveva da solo. La gente di Xochimilco dice che Don Julian affermava di aver visto una bambina annegata e di non averla potuta salvare. E già qui, il racconto si divide, alcuni dicono che Julian trovò lì vicino la bambola che galleggiava della bambina e la appese come per portare rispetto alla morta. Un’altra versione dice che il signore appese le bambole perché la bambina morta era diventata uno spettro vendicativo e le bambole appese lo proteggevano dai suoi attacchi. Passano gli anni e nel 2001 il signore muore e il nipote lo trova affogato, aveva avuto un infarto ed era caduto in acqua. In 50 anni aveva appeso centinaia di bambole di plastica e con il tempo erano diventate sporche, maltrattate e la maggior parte aveva perso gli occhi, quindi ti danno l’idea di essere zombie. Dalla morte del signore, l’isola è diventata un’attrazione turistica e se ne è occupata anche la televisione internazionale. In realtà, se non credete al paranormale, i fatti sono molto più tristi. Un uomo vive solo e comincia a comportarsi in maniera strana, dice cose “misteriose” (senza senso) e alla sua morte la gente ne approfitta per guadagnarci. Per esempio, chi è la misteriosa bambina? Se fosse morta una bambina ci sarebbero i suoi dati, mentre trovo solo il nome del signore. Ogni zona ha i suoi abitanti “strani” e mezzo pericolosi, che creano dicerie e miti, quello vicino a casa mia si chiamava “Gianni cula”. Questo non toglie la parte triste, solo la modifica. 

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Xochimilco, l’acquitrino di Città del Messico

Anche questa settimana cerco di sopperire a una mancanza assurda: sono tre anni che scrivo sul Messico e non ho mai parlato di…Xochimilco! Ma come è possibile? Miseria ladra, sto perdendo colpi!

Xochimilco è parte integrante di Città del Messico, il suo nome significa “nel campo dei fiori”. È una delegación, cioè un quartiere della città con entità politica propria, come se fosse un municipio. Si trova al sud, ed è una parte bellissima. La cosa più curiosa è che Xochimilco rappresenta tutto quello che la città era in epoca antica, una zona lacustre dove è più facile spostarsi in barca che camminando. È molto, molto facile arrivarci, potete prendere periferico verso il sud o potete prendere il tren ligero, che di leggero non ha una minchia, e che parte da Taxqueña, una stazione della metro. Quando arrivate a Xochimilco, potete dirigervi a uno dei vari imbarcaderos, i moli da cui partono le barche locali, chiamate trajineras. Le trajineras sono delle chiatte dalla pancia lunga e stretta e munite di tetto. Ogni trajinera è colorata e decorata, e hanno nomi da donna.

Quando siete al molo potete contrattare una trajinera. I prezzi sono scritti e non possono fregarvi, cosa che era più che possibile quando sono arrivato, nel 2012. Non ricordo bene ma mi sembra che un’ora di trajinera siano 500 pesos. O era mezz’ora? Se qualcuno ci è andato ultimamente mi può confermare? Be’, dicevo: la contrattate per il tempo che volete. C’è gente che ci organizza le feste, tipo trenta persone con il cibo e tutto. In quel caso va bene noleggiarla per quattro ore. Le trajineras hanno tavole e come dicevo sono coperte quindi se piove non succede nulla. 

A governarle sono dei ragazzi o uomini del posto che con un lungo palo muovono la barca. Praticamente con il palo raggiungono il fondo poi spingono, muovendo il tutto. Immaginate di farlo per quattro ore! Io mi stancavo il braccio anche solo girando la polenta. Mio papà potrebbe guidare una trajinera. Si possono portare bevande e pietanze a bordo, ma se preferite mangiare qualcosa di fresco, ci sono barche che preparano cose da mangiare e che vi abborderanno (pirati ghiottoni) se gli fate un cenno. Patate, chicharron, tacos, quesadillas, birra, non soffrirete la fame. Se volete, avrete anche la musica perché alcune barche sono di bande, anche quelle vi possono accompagnare, dandovi “atmosfera”. 

Andiamo a domande pratiche: per pisciare? Ogni venti minuti arrivate ad un punto di bagni pubblici e il ragazzo vi chiederà se qualcuno vuole scendere per i bisogni. La barca può rovesciarsi? No, ma può affondare. È già successo, ma lo fa solo quando è strapiena. Nei periodi di alta stagione, in estate nei weekend ci sono tantissime trajineras e si crea traffico nei punti di arrivo e partenza. Come fanno a gestirsi, ad avere un ordine? Non ce l’hanno. Sono chilangos, quindi bestie alla guida, anche di trajineras. Sono stato personalmente in una trajinera che è stata “bullizzata” dalle altre, spinta a un lato con i colleghi che non permettevano più di disincagliarsi. Bastardi. 

Passerete a fianco di giardini e vivai di fiori, campi, canali grandi o stretti, passerete per zone rumorose e festose e altre di un silenzio spettrale. Volendo potete anche chiedere di passare per la famosa isla de las muñecas, tema di un altro articolo. Vi incuriosiranno i cani. Vedendo passare le barche, si sono abituati a chiedere cibo, seguendole per quanto possibile. Tutte le volte temo (o spero?) che saltino in barca. 

Durante dia de muertos si organizza uno spettacolo a tema Llorona. Ricordate infatti che questo mostro di origine latina infesta le zone d’acqua, e l’ambiente di Xochimilco è perfetto per questo. È anche culla degli ultimi Axolotl, bestie stranissime. 

Quindi, se avete una settimana a Città del Messico, non potete perdervi una gita in trajinera. Molto meglio se ubriachi.

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Axolote, il wolverine messicano dal sorriso ebete

Comincio con questo articolo un tema che non ho mai toccato, la fauna messicana. Complice il fatto che vivo in città, le uniche bestie che incontro sono quelle che ti tagliano la strada causandoti una valanga di bestemmie. Se mi perdonate questa battutina, vorrei introdurre il vero protagonista dell’articolo, l’Axolote (o ajolote)!

È un animale tipico della zona centrale del Messico, viveva nella laguna di Texcoco ma ora si può trovare solo a Xochimilco. Sì, proprio il posto turistico con le trajineras. Gli aztechi se ne nutrivano o lo usavano per dei rituali e lo consideravano la reincarnazione del dio…Axolotl (grazie al ca*zo). Diciamo che è una salamandra, un anfibio. Ma strana, perché rimane nella fase larvale iniziale (come un enorme girino) durante tutta la vita, mantiene una cartilagine che non diventa mai osso e non raggiunge mai la fase completamente anfibia, trasformandolo quindi in un animale praticamente acquatico. È molto comune vederne le foto o i video perché è genuinamente simpatico e ha una faccia che sembra tra il tonto e il sorridente. Questo maschera la sua natura predatoria, carnivora e cannibale. Uuuh, ternurita.


A rendere speciale questo animaletto è la sua portentosa capacità di rigenerarsi. Le salamandre riescono a far ricrescere la coda e le zampe ma l’axolotl fa ripartire anche gli organi! Un Wolverine messicano. Per questo motivo il suo genoma è stato già mappato completamente, prima che sia troppo tardi. Sì perché l’axolotl, complice anche il proprio habitat delicato, è in via di estinzione. I principali fattori di rischio per la sua sopravvivenza sono l’urbanizzazione, l’inquinamento e i predatori più grandi, includendo…i messicani, che se li mangiano. “Todo lo que anda, corre o vuela, a la cazuela” (tutto quello che cammina, corre o vola, in pentola).


Per sensibilizzare la popolazione e creare più amore e quindi più rispetto verso questa bestiaccia onnipotente, il governo ha pensato di trasformarla in mascotte della città ed eventualmente del paese, quindi sono già in vendita dei peluche di Axolotl. Sperando che non diventino presto l’equivalente messicano dei peluche di dinosauro. Guardate cosa dice la pubblicità di uno di questo peluche:
While this little salamander has no home near Mexico City anymore, he’s hoping to find a nice home with you!, This mythfit is 100% polyester fleece …

(Foto da Internet)

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Un piacevole calduccio infernale

Come ho già detto in un’altra occasione, il clima a Città del Messico è abbastanza nevrotico…ma solo nell’arco di 24 ore. Le temperature variano molto e la pioggia è stranamente puntuale (parte verso le 4) per un terzo dell’anno. Ma, appunto, la nevrosi si limita alla giornata, se si guarda l’andamento annuale, la cosa è molto differente. Il clima è generalmente mite, con inverni accettabili e estati mitigate dalla pioggia. Questo trasforma gli abitanti della capitale in checche, nenas, che appena incontrano un clima “estremo” impazziscono. È il caso attuale! 

Siamo nel mezzo di un’ondata di calore, insolito per la città. Personalmente lo sento e lo vedo come un bel calduccio, niente di mortale. Non c’è nessuna nuvola e il sole picchia tutto il giorno, lasciandoci una sera tiepida che dà voglia di cenare con anguria. Ma che ca**o volete di più? Sono molto più contento, forse per il fatto che sono meteoropatico. Perfino il traffico mi sembra più fluido! Come se la gente si stressasse meno quindi rendesse più agevole guidare. O almeno questa è la mia impressione. Il problema ci sarebbe se questo calore continuasse per un periodo più lungo, ma nel frattempo possiamo goderci il momento. 

A me ricorda molto il mio meraviglioso Veneto, dove il freddo è freddo e il caldo è caldo. Andare più leggero, dare lezioni in maglietta dalle 7 am alle 8 pm (sì, ho già ripreso il mio ritmo normale di lavoro) mi elettrizza e mi fa dare le lezioni con entusiasmo. Forse il fatto che mi reidrato con caffè potrebbe anche essere una ragione di questo mio “entusiasmo” che forse dovrei cercare di riconoscere come overdose da caffeina.

Vabbè, chiudiamo con la nota ironica dei memes sul tema!

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